Guatteri non molla la presa «Siamo davanti a incaricopoli»
La capogruppo pentastellata accusa il primo cittadino «Il regolamento è stato cambiato dopo un anno e mezzo dalla sua elezione»
REGGIO EMILIA. «Vecchi cambiò il regolamento solo un anno e mezzo dopo il suo insediamento al secondo rilievo della Corte dei Conti datato 18 novembre 2015». E ancora: «Il vice sindaco Sassi dichiara che ci fu chi si oppose. Chi erano? Gli uomini del taciturno Delrio tutti confermati da Luca Vecchi?». Non mollano la presa. E dopo le parole del sindaco, Luca Vecchi, che ha ribadito quanto prima chiarezza e trasparenza sull’inchiesta, tornano alla carica, mettendo nel mirino anche Graziano Delrio, attuale capogruppo Pd alla Camera e nel 2013 primo cittadino di Reggio, incarico lasciato nell’aprile di quell’anno al facente funzione, Ugo Ferrari, diventando ministro. È ancora un attacco a tutto campo quello della capogruppo M5s, Alessandra Guatteri, che mette insieme anche circostanze che nulla hanno a che vedere con l’inchiesta sui dirigenti. Circostanze bollate da Delrio come «bugie» e «calunnie», annunciando querele (leggi in alto, ndr). «Mentre l’ex sindaco Delrio continua a tacere su “incaricopoli” (quando parlerà dirà che “non sapeva” e “non si ricordava” come sulla processione a Cutro, il boss Grande Aracri, che Maria Sergio fosse di Cutro ed i pericoli del Ponte Morandi?) Vecchi gioca con parole e tempi quasi fosse un marziano calato in città. “Ho cambiato il regolamento” dichiara. Peccato che Vecchi non sia un marziano». Per la capogruppo M5s, «nel 2007 Vecchi divenne capogruppo Pd e sindaco era Delrio. Il primo rilievo sull’illegitimità da parte della Corte dei Conti avvenne nel 2008. Mentre Vecchi dormiva sonni tranquilli da capogruppo della maggioranza Delrio, giocando a essere sul pianeta Marte, sua moglie Maria Sergio dava incarichi su un regolamento considerato illegittimo dalla Corte dei Conti». Fra i documenti citati dalla Guatteri, due determine del dicembre 2009 e dell’ottobre 2010, firmate rispettivamente da Maria Sergio e dal «parente di Delrio» Massimo Magnani. Entrambi i documenti (estranei all’inchiesta) sono stati tirati in ballo come «dato storico» anche dalla candidata M5s, Rossella Ognibene, contestando l’affidamento sempre allo stesso avvocato. «A fine maggio 2014 Vecchi venne eletto sindaco – continua Guatteri – Le nomine continuavano sempre con il regolamento illegittimo per un anno e mezzo del mandato, fino a che la Corte dei Conti il 18 novembre 2015 muove un altro rilievo, un anno e mezzo dopo l’insediamento di Vecchi, e la segretaria Iovinella, che per prima dal 2012 effettua il controllo di legittimità previsto dalla legge, si impunta per cambiarlo. Quel secondo richiamo della Corte e il lavoro della segretaria Iovinella per Vecchi erano come un raggio trattore dall’iperspazio che lo attirava dal pianeta Marte verso la Terra del Tricolore e il 17 dicembre 2015 il regolamento, dopo 7 anni d’incarichi conferiti in maniera illegittima, veniva cambiato». —
E.Spa.
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