Gazzetta di Reggio

Reggio

FINO al 2022 

Confermato alla guida dell’Ausl il direttore Fausto Nicolini

R.F.

Oggi compie 61 anni di cui 35 trascorsi come medico «Sono contento di poter concludere la carriera a Reggio, dove ho cominciato»

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REGGIO EMILIA. Ieri è stata ufficializzata anche la riconferma, fino al 2022, di Fausto Nicolini a direttore generale dell’Ausl di Reggio. Una decisione che arriva al momento dell’approvazione del Pal, che disegna la Sanità reggiana per i prossimi 15 anni.

«Domani (oggi, ndr) compirò 61 anni, di cui 35 trascorsi come medico e questa conferma dell’incarico mi consentirà di concludere il mio lavoro qui a Reggio, dove ho cominciato», ha commentato Nicolini prima di sottolineare che «il modello introdotto dal Pal è innovativo almeno per quanto riguarda il nostro Paese ed è la naturale conseguenza della fusione tra Azienda ospedaliera Santa Maria Nuova e Unità sanitaria locale, da cui nascerà un unico presidio ospedaliero strutturato su sei sedi che ha l’obiettivo di garantire lo stesso livello di cura per tutti i 533mila reggiani».

Il riconfermato direttore generale ha poi spiegato che il nuovo modello che tecnicamente è definito Hospital Network «ha lo scopo di valorizzare ogni punto della rete ospedaliera e cercherà di coniugare le competenze distintive di ogni struttura e la prossimità territoriale».

Ma al di là del modello che supera quello precedente, in cui il Santa Maria Nuova era il terminale di tutti gli altri 5 ospedali, Nicolini ha anche sostenuto che «questo è un modo per rafforzare la sanità reggiana: anche la struttura privata, quando è accreditata è pubblica».

E proprio parlando del rapporto tra sanità pubblica e privata nella nostra provincia il direttore ha rimarcato «come il 90% dei ricoveri avvenga il strutture pubbliche e solo il 10% nelle due case di cura convenzionate esistenti nel Reggiano».

Un dato che conferma la quasi totale fiducia dei reggiani nella sanità pubblica.

«Il privato accreditato – ha poi sostenuto – non è competitivo con noi, ma svolge i compiti che gli chiediamo in un rapporto di integrazione e di dialogo». In particolare ha citato l’esempio della tac (uno degli esami su cui più spesso si registrano proteste per i tempi lunghi di attesa), sostenendo che «se le tac ospedaliere sono impegnate per esami per i malati oncologici, compresi quelli sottoposti a protocolli e studi sperimentali che richiedono un maggior numero di esami, le richieste vengono indirizzate al privato convenzionato».

Da ultimo il numero uno della Sanità reggiana ha sostenuto «che il nuovo sistema dovrebbe portare anche a una riduzione delle liste di attesa». Come sta avvenendo nell’utilizzo delle sale operatorie, con la direzione che definisce le priorità. Un modello che, ha concluso Nicolini, «ha consentito a Reggio di essere l’unica in regione che rispetta i parametri fissati e di effettuare entro le 48 ore interventi per la rottura del femore e entro 30 giorni gli interventi chirurgici in pazienti oncologici». —

R.F.

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