Ex carabiniere sventa la truffa della PostaPay e finisce su “Striscia”
Davide Vozzella con l’inviato Morello ricostruisce la vicenda. Invece di riscuotere i soldi il rischio è di effettuare una ricarica
GATTATICO. Davide Vozzella, 40 anni, ex carabiniere, oggi autista di autoarticolato per un’azienda di trasporti di Bergamo, è stato il protagonista di un servizio trasmesso, lunedì sera, da “Striscia la Notizia”, nel quale ha ricostruito, con il conduttore Moreno Morello, il modo in cui ha smascherato un presunto truffatore con il metodo della PostePay. La truffa è quella nella quale la “vittima” crede di fare un bonifico a suo favore, mentre invece trasferisce denaro ad un malintenzionato. . La sua vena investigativa gliel’ha trasmessa il padre, anch’egli carabiniere in pensione, ex maresciallo capo, comandante della sala operativa di Ravenna nonché in servizio al nucleo Radiomobile di Reggio Emilia. «Tutto è nato dalla richiesta di un amico di mettergli in vendita, su un sito on line, dei cerchi in lega. Non essendo pratico l’ho fatto a mio nome. Dopo due settimane alle 19.35 mi telefona un certo Ivano che mi chiede il prezzo dei cerchi chiedendomi anche un piccolo sconto. Decide poi per l’acquisto anche senza la riduzione di prezzo. Per completare l’operazione mi reco allo sportello Postamat e, al telefono, Ivano mi dice: “Mettiti davanti alla telecamera che se per caso dovessi truffarmi, ti posso individuare e denunciare”. Io rispondo di non avere cattive intenzioni e lo accontento. Il sospetto che qualcosa non va – ha detto Vozzella – ce l’ho quando, sullo schermo PostePay, mi appare la scritta “ricarica”, e lì comincio a balbettare e a prendere tempo. Per rimandare l’operazione al giorno dopo. Il fantomatico Ivano, dall’altro capo del telefono, intuisce che la situazione gli sta sfugggendo di mano e passa all’attacco sostenendo che è un ex maresciallo. A quel punto chiedo informazioni sul suo grado, e “quanti binari” ha. Mi risponde: “Quattro”. Io capisco così che è un truffatore. Dunque inizio a chiamarlo per impedirgli di fare altre truffe, ma Ivano, che prima mi ha detto di essere di Roma, poi di Civitavecchia e poi di Torino, inizia a minacciarmi: “Ti brucio la 500 con te dentro”; “Ti brucio la barba”».
Segue l’intervento di Moreno Morello che, nel servizio, ha fatto finta di essere lo psicologo di Davide Vozzella. «C’è la possibilità di ricomporre questa spaccatura tra di voi?», chiede al truffatore. Quello annuisce, poi mangia la foglia e chiude la conversazione dicendo: «Lasciamo perdere. Ognuno ha il suo lavoro». Vozzella, che si è molto preso a cuore la vicenda, finisce il servizio dicendo: «Adesso ci penso io. Lo faccio anche per voi», facendo intuire che avrebbe continuato a tartassare Ivano di chiamate per impedire altre truffe.
«Chi nasce con gli alari – ha poi commentato – come diceva il generale Dalla Chiesa, gli restano cuciti per tutta vita». Notizia di ieri: su whatsapp il truffatore ha inviato altre minacce Vozzella. Ma i carabinieri sono sulle tracce di Ivano. Ovviamente la scheda PostePay e la Sim avranno un altro intestatario, ma questi, se non vorrà essere accusato di favoreggiamento e concorso in truffa, dovrà rivelare l’identità del truffatore. —
M.P.
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