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Via Settembrini: «I lupi sono scesi in pianura, sbranata la nostra Sussi»

Am.P.
Via Settembrini: «I lupi sono scesi in pianura, sbranata la nostra Sussi»

Un pensionato di 79 anni denuncia l’uccisione di una cagnetta di 10 anni «Abbiamo sentito i guaiti e gli ululati: non abbiamo ritrovato nulla»

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REGGIO EMILIA. «Un branco di lupi ha sbranato e fatto sparire la nostra Sussi, la cagnetta di famiglia che ci faceva compagnia da dieci anni». È il racconto di un reggiano di 79 anni che interviene così sul fenomeno dei lupi, che sempre più spesso calano in pianura e vengono avvistati in pieno centro abitato. . LA SCOMPARSA

Il pensionato abita in via Settembrini, nel quartiere del carcere della Pulce, vicino al quadrivio che conduce verso Fogliano e Canali. In un angolo di casa è rimasta la cuccia della cagnetta di mezza taglia, a pelo corto, chiamata “Sussi”; una meticcia di più di dieci anni, abituata ad uscire solo per i bisogni fisiologici. «Sabato scorso Sussi è andata fuori verso le 19 e noi abbiamo iniziato a cenare, certi che sarebbe rientrata dopo pochi minuti, come fa di solito. Abbiamo aspettato ma alle 20, non vedendola tornare, io e mio figlio siamo andati a cercarla, perlustrando i dintorni - ha raccontato il padrone -. Era buio fitto e quando arrivati in prossimità del fossato di un complesso poderale, distante 200 metri da casa nostra, abbiamo sentito un trambusto: ululati di diversi lupi, un azzannarsi inferocito, i guaiti di un cane. Gli stessi sentori di lotta sono stati avvertiti dal vicino di un’abitazione confinante». Il giorno seguente, con la luce del sole, padre e il figlio sono tornati nel campo, dove si trova un’azienda agricola «con asini, anatre e galline, che senza dubbio possono essere un richiamo per i lupi». Ma di Sussi nessuna traccia. «Non abbiamo rinvenuto resti né macchie di sangue, supponiamo che i lupi si siano trascinati via la cagnetta per divorarla altrove. Ci eravamo molto affezionati, mia moglie è disperata; siamo stati presi anche dal senso di colpa per averla fatta uscire».

L’ALLARME

Al di là dell’episodio personale, il 79enne ha sottolineato la pericolosità di queste incursioni dei lupi in cerca di cibo. «L’ultimo precedente è accaduto a San Bartolomeo, dove sono stati trovati dei caprioli dilaniati. Altri episodi simili in zona sono stati registrati in località Capriolo, dove di recente è scomparso un cane: lì scende il rio Acque Chiare, con un letto facilmente percorribile a piedi anche per gli umani, figuriamoci per dei lupi affamati».

Secondo il residente occorre provvedere. «Non si è trattato di un esemplare singolo, ma di un branco. Siamo in una zona densamente abitata ed è pericoloso per tutti: altri branchi posso scendere in pianura d’estate, quando la gente va a passeggiare, e non voglio pensare a cosa potrebbe succedere se un bambino si imbattesse in questi animali selvatici. Si dice che bisogna convivere con i lupi, io di certo non li vado a cercare, ma vorrei che non venissero a sbranarmi il cane domestico». —

Am.P.

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