Gazzetta di Reggio

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IDENTIFICATO DAI CARABINIERI 

I selfie col telefono rubato inguaiano papà

Ambra Prati
I selfie col telefono rubato inguaiano papà

Le fotografie che si è scattato il figlioletto del ladro costano al malvivente “gentile” una denuncia per furto

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REGGIO EMILIA. Il bambino non ha resistito a scattarsi un selfie con il “nuovo” (così era stato giustificato in famiglia) telefonino del papà, ma la fotografia ha tradito il genitore, che in realtà quel cellulare l’aveva rubato.

E per ironia del destino era stato un ladro gentiluomo, visto che aveva restituito il maltolto (ad eccezione dei contanti) alla derubata.

Il gesto generoso non ha però “salvato” il padre, che a causa di quegli autoscatti del piccolo è stato scoperto e denunciato a piede libero per il reato di furto aggravato. La vicenda, con contorni che hanno dell’incredibile, è finita in un fascicolo adesso all’esame della Procura di Reggio Emilia.

IL FURTO
I fatti risalgono a qualche giorno fa, quando una reggiana è stata derubata della borsetta che aveva lasciato all’interno della sua auto in sosta nel parcheggio di un grande centro commerciale in città, dove si era recata a fare la spesa. La vittima del furto, prima di rivolgersi ai carabinieri, ha provato a telefonare al proprio cellulare, sparito insieme alla borsetta. Dall’altro capo della cornetta ha risposto alla chiamata una voce maschile; la donna ha “trattato” con lo sconosciuto e lo ha pregato di farle ritrovare almeno il cellulare, i documenti d’identità e gli oggetti personale custoditi nella borsa, rinunciando al denaro che poteva tenersi, per evitarle almeno di dover rifare le carte e di dover bloccare bancomat e carte di credito.

Lo sconosciuto responsabile dell’ammanco ha abboccato e ha esaudito la richiesta della vittima: qualche giorno dopo la borsetta è riapparsa, a sorpresa, proprio nel punto indicato dalla vittima. Si può immaginare il sollievo della reggiana, che non sperava nella clemenza del malvivente. E proprio mentre la donna era intenta a verificare gli oggetti di sua proprietà si è accorta che nel cellulare c’erano dei selfie di un bambino a lei sconosciuto.

LA SCOPERTA
A quel punto la vittima si è presentata di nuovo nella caserma del carabinieri di Reggio Emilia a Santa Croce, dove aveva sporto denuncia per l’accaduto a tempo debito, per integrare l’atto con la segnalazione di quelle singolari fotografie. Si è trattato di un elemento aggiuntivo fondamentale per i militari che, grazie alle prime indicazioni della vittima, avevano già concentrato l’attenzione investigativa su un probabile responsabile, un reggiano noto per precedenti contro il patrimonio. Comparando i selfie del bambino con la pagina Facebook del sospettato numero uno i carabinieri hanno fatto bingo: quelle foto ritraevano il figlio dell’uomo, che era all’oscuro di quelle foto e che è rimasto beffato dal candore della progenie. Conclusi gli accertamenti, nella giornata di domenica scorsa i carabinieri hanno chiuso il caso apponendo il nominativo del reo. —

Ambra Prati

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