Il caso Frama al ministero del Lavoro
Presidio per sostenere i licenziati (anche reggiani) dopo le 9 denunce ai dipendenti che hanno bloccato i camion in azienda
Arriverà al ministero del Lavoro il caso Frama, azienda di Novi (Modena) in cui lavorano anche reggiani, che ha comunicato la chiusura dello stabilimento – e il conseguente licenziamento di 17 lavoratori e il mancato reimpiego di altri sei, a tempo determinato – dall’oggi al domani.
Ieri mattina si è svolto un presidio davanti alla Prefettura, a Modena, al quale hanno partecipato oltre 300 persone, arrivate anche da Reggio Emilia e provincia. Delegazioni di tutta l’Emilia Romagna di Cgil e Fiom, assieme a lavoratori e delegati di altre categorie, si sono radunate in viale Martiri della Libertà per ribadire che servono leggi diverse, che tutelino il diritto di manifestare e si concentrino, invece, sulle aziende, come l’austriaca Hella in questo caso, che chiudono dall’oggi al domani «dopo avere fatto shopping sul nostro territorio, lasciando a spasso i lavoratori, dimenticando di avere una responsabilità etica», sostiene Angelo Dalle Ave, che assiste i lavoratori nella vertenza.
L’incontro con il prefetto è durato oltre un’ora. Vi hanno preso parte esponenti del sindacato locale e nazionale: Cesare Pizzolla e Manuela Gozzi, rispettivamente segretario Fiom e Cgil Modena; due lavoratori, Gino Giove, Cgil regionale, e Michele De Palma, Fiom nazionale.
Si appella all’articolo 41 della Costituzione, Pizzolla, quando ricorda che «la libertà d’impresa non deve calpestare la dignità dei lavoratori. Noi vogliamo continuare a fare le pergole qui. E dovrebbe essere il governo a dire che non si possono denunciare i lavoratori che esprimono un proprio diritto».
«Non esiste che qualcuno arrivi qui e levi le tende per fare profitti da un’altra parte – aggiunge De Palma –. Il lavoro non si può basare sul ricatto». Giove evidenzia poi che «le manifestazioni non possono essere ricondotte a questioni di ordine pubblico. Avremo mille casi Frama in tutta Italia».
La preoccupazione dei lavoratori è che il compratore del territorio che si è fatto avanti «non sia più interessato perché Hella ha acquistato i brevetti delle pergole che, dunque, non sarebbero inclusi nel pacchetto di vendita».
Assieme alle storie professionali, si intrecciano anche le storie personali dei lavoratori. «Lavoro in Frama dal 2002 – racconta il carpigiano Carlo Modena. Ho un figlio di 17 anni che frequenta il liceo, abbiamo paura per il nostro futuro».
Delusa anche Lara Ricchi, di Fabbrico, ex lavoratrice Frama a tempo determinato. «Prima mi hanno detto che sarei stata assunta a tempo indeterminato, ma il contratto non era firmato. Poi mi hanno telefonato per garantirmi l’assunzione di qualche mese per evadere gli ordini». Spettri di impiego sfumati per tutti i lavoratori. —
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