La rabbia di don Franco Ranza «Io li definirei dei “pilomatti”»
reggio emilia. Don Franco Ranza li definisce ironicamente dei «pilomatti», un appellativo frutto di una brutta esperienza che ha coinvolto l’ex parroco di San Nicolò e San Francesco e il dissuasore di via Battaglione Toscano.
Il prete infatti è stato, suo malgrado, un precursore delle disavventure a tema pilomat, quando ancora non andava di moda filmare ogni imprevisto legato ai dissuasori mobili. La vicenda risale al 2 gennaio dell’anno scorso, quando i soccorsi della Croce Rossa si sono mobilitati in aiuto di don Ranza che ha accusato un malore al secondo piano della canonica.
I soccorritori sono arrivati da via Nobili (piazza Martiri 7 luglio era occupata dal mercato) ma si sono trovati l’ostacolo del pilastrino meccanico all’ingresso di via Battaglione Toscano, alle spalle della vecchia sede della Banca d’Italia, e sono stati costretti a fermarsi.
Hanno provato a più riprese con la sirena e con il telecomando: tutto inutile.
Il pilota, dopo qualche colorita imprecazione, ha allertato la polizia municipale mentre un medico, un’infermiera e un assistente hanno sbarcato una barella spingendola celermente sin davanti all’ingresso dell’abitazione di don Ranza. Il quale, fortunatamente, sostenuto dai soccorritori è riuscito a scendere con una certa fatica lo scalone per poi essere adagiato sulla barella. Così, imbacuccato e legato con le stringhe di sicurezza, gli occhi semichiusi, è stato sospinto dentro l’ambulanza.
Il prete è poi stato dimesso dopo pochi giorni ma quella vicenda non gli è mai andata giù tanto che, ieri, l’ex parroco ha inviato una lettera di fuoco contro i nuovi pilomat attivati dal Comune in centro storico, riassumibile con questa frase: «Ha più valore la vita di una persona che un “pilomatti”? Chi ha inventato questo stop stradale ha riflettuto bene?». —
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