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Nasce nel Reggiano l’ospedale “unico” con il Santa Maria nel ruolo di capofila

Roberto Fontanili
Nasce nel Reggiano l’ospedale “unico” con il Santa Maria nel ruolo di capofila

Approvato e presentato ieri il Piano attuativo locale (Pal) Insieme agli altri cinque ospedali è capace di 1.517 posti letto

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Nasce l’unico ospedale provinciale dall’unificazione delle strutture sanitarie di Castelnovo Monti, Correggio, Guastalla, Montecchio e Scandiano, all’Arcispedale Santa Maria Nuova, che darà il nome anche alla mega struttura capace di 1.517 posti letto. Con l’approvazione del Pal (Piano attuativo locale) si delinea lo sviluppo dei servizi ospedalieri per i prossimi cinque anni e si da seguito a quelli del 1997 e nel 2004. Il Piano è stato approvato all’unanimità dalla Conferenza territoriale sanitaria della nostra provincia (ovvero da tutti i sindaci dei comuni reggiani) e nel pomeriggio di ieri è stato illustrato alla cittadinanza.

All’incontro, che si è tenuto all’aula magna di Unimore, hanno partecipato il direttore generale dell’azienda sanitaria Fausto Nicolini, il sottosegretario alla Presidenza della Regione Giammaria Manghi, il presidente della Provincia Giorgio Zanni e il sindaco di Reggio Luca Vecchi, operatori sanitari, rappresentanti del mondo del volontariato e dei sindacati.

Il Pal si è occupato, per precisa scelta, esclusivamente della qualificazione della rete ospedaliera reggiana, lasciando la fase del rapporto tra ospedale e territorio a una successiva trattazione.

L’obiettivo, hanno detto i relatori è «portare a compimento il processo di fusione tra le due aziende sanitarie e garantire una uniformità di cura e assistenza su tutto il territorio».

Sono sette le aree strategiche individuate per dare le gambe a un progetto «in grado di compiere un’azione di integrazione e complementarietà trai servizi offerti e che tenga assieme qualità, prossimità di cura e le competenze distintive di ogni struttura».

Il modello utilizzato è quello dell’Hospital network, ovvero una rete di ospedali e parte da una gestione unica delle otto sale chirurgiche esistenti, per ottenere una maggior efficienza ed equipe mediche itineranti che si spostano per in più sedi. Per quanto riguarda l’emergenza-urgenza, il Pal prevede la conferma dell’attuale modello, l’incremento del numero delle auto dotate di infermiere su tutta la provincia, l’assunzione di medici e infermieri e la trasformazione di alcuni posti letto da degenza ordinaria a posti per osservazione breve intensiva.

L’altra area individua è quella perinatale e materno infantile. Il progetto tiene conto della nascita del Mire e punta alla riorganizzazione dell’area pediatrica, che comprenderà i reparti di degenza del Santa Maria e degli ospedali di Guastalla e Castelnovo Monti. Sarà rafforzata anche la rete di Oncologia Medica e dell’Irccs reggiano, partendo dall’ esperienza del Core per farne un modello diffuso.

Altro elemento di forza del progetto è l’Irccs (uno degli undici esistenti in Italia), che è dotato di 193 posti letto e che coniuga assistenza e ricerca. L’obiettivo a lungo termine è di sviluppare programmi di riabilitazione per pazienti oncologici e onco-ematologici. Molta attenzione è stata posta al settore delle Neuroscienze (visto l’aumento di queste patologie con l’invecchiamento della popolazione) ed è previsto il potenziamento della telemedicina per il trattamento dell’ictus ischemico. Infine è stato affrontato il tema delle strutture intermedie, ipotizzando in futuro la creazione di ospedali di comunità con un numero limitato di posti letto (15-20) e viene individuata nella residenza sanitaria di Albinea la collocazione di una sede per la medicina di gruppo. Da ultimo il Pal si occupa anche del Sant’Anna di Castelnovo e del Programma Plus, già in parte operativo con un investimento di 4 milioni da parte della Regione. —



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