Rinchiusa e violentata nel bagno del treno
È successo l’8 settembre a una donna di 35 anni. Ora il sequestratore, che le ha anche rubato i soldi, è stato denunciato
REGGIO EMILIA. Da poco salita sul treno, una donna è stata sequestrata in bagno, palpeggiata e derubata dal passeggero sconosciuto al quale aveva chiesto informazioni.
Ora, a distanza di quasi sei mesi e grazie a una certosina inchiesta della Polfer di Reggio Emilia e Parma, l’aggressore è stato identificato.
Si tratta di un egiziano di 37 anni, domiciliato in città ma senza fissa dimora, con precedenti penali alle spalle, denunciato a piede libero per una sfilza di reati gravi: sequestro di persona, violenza sessuale (qualsiasi atto a sfondo sessuale rientra nel capo d’imputazione della violenza), minaccia e furto.
LA VICENDA
L’aggressione si è verificata l’8 settembre 2018 su un Frecciabianca partito da Parma alle 16.20 e diretto a Bologna. La donna, una 35enne sudamericana residente in provincia di Modena, è salita sul treno affannata; nel corridoio ha chiesto a un uomo dove si trovasse la toilette ed è entrata con i bagagli al seguito, per timore di essere derubata. Soddisfatta la necessità fisiologica, la donna stava per uscire dal bagno, quando all’improvviso è ricomparso il passeggero extracomunitario a cui si era rivolta, che l’ha spintonata all’interno del bagno, ha chiuso a chiave e ha cominciato a palpeggiarle il seno, scendendo con la mano verso il basso, minacciandola di morte se avesse gridato. Sono stati attimi di terrore, per la donna, intrappolata nell’ambiente ristretto con il malintenzionato. La 35enne però ha avuto la lucidità di offrire del denaro in cambio della libertà. «Prendi tutti i soldi che ci sono, ma lasciami stare», ha detto la vittima consegnando il portafoglio.
Lui ha preso in mano il portafoglio e si è distratto per esaminarlo, così lei ne ha approfittato: ha aperto il chiavistello ed è scappata, gridando e chiedendo aiuto. La donna spaventatissima è stata avvicinata in un primo tempo da due anziane dello scompartimento più vicino, poi da due capotreno (la casualità ha voluto che fossero entrambe di sesso femminile) che hanno allertato la Polfer. Difatti nel frattempo l’aggressore, dopo aver abbandonato il portafoglio per terra nello scompartimento, è sceso alla prima fermata (Reggio Emilia), volatilizzandosi tra la folla. La vittima invece – che ha recuperato il portafoglio constatando che mancavano 200 euro – è scesa a Modena, tornando a Parma l’indomani per sporgere querela alla Polfer della città ducale, competente per l’accaduto poiché l’episodio è avvenuto poco prima del ponte sull’Enza, in territorio parmense.
L’INDAGINE
«Non sappiamo quali fossero le reali intenzioni dell’uomo, che è stato neutralizzato dalla prontezza di riflessi della vittima», ha dichiarato il comandante della Polfer di Parma Massimo Robuschi.
Di certo negli approfondimenti che sono seguiti è stato «determinante il lavoro svolto dalla Polfer di Reggio, che voglio ringraziare in modo particolare. Con i colleghi reggiani collaboriamo quotidianamente, ma in questo caso il loro operato ci ha consentito di chiudere il cerchio».
Scandagliando e analizzando uno per uno i fotogrammi delle telecamere di videosorveglianza della nostra stazione, in base a data e orario, la Polfer di Reggio ha passato al setaccio tutti i passeggeri scesi da quel convoglio, riuscendo a dare un nome e un cognome al soggetto per il semplice motivo che lo conoscevano. L’egiziano, che bazzica spesso in piazzale Marconi e dintorni, è noto ed è stato segnalato in passato per furto, resistenza a pubblico ufficiale e diversi episodi di spaccio di droga.
LA CATTURA
La scorsa settimana, prima del week end, il 37enne è stato individuato alla stazione ferroviaria di Parma e catturato dagli agenti Polfer. Nei suoi confronti è scattata la denuncia e non l’arresto perché manca la flagranza di reato a causa dell’identificazioneavvenuta in un secondo tempo. Il fascicolo adesso è arrivato alla Procura di Parma, che potrà decidere misure cautelari anche preventive. —
Ambra Prati
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