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il processo 

Condannato a due anni per spaccio di cocaina e rimane ai domiciliari

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REGGIO EMILIA. È stato condannato a 2 anni e 2 mesi e 20 giorni di reclusione, oltre al pagamento di 5mila euro di multa, Abdellatif Lehlali, 20enne marocchino domiciliato in città.

Accusato di spaccio di cocaina – in gennaio è stato trovato in possesso di dosi per circa nove grammi di “polvere bianca” – per lui il pm Maria Rita Pantani ha chiesto 4 anni di reclusione, mentre l’avvocato difensore Mario Di Frenna ha rimarcato la lieve entità della droga attribuibile al suo assistito, puntando su una condanna più “soft”. Il giudice Sarah Iusto ha emesso una sentenza salomonica: più bassa l’entità della pena, ma mantenendo agli arresti domiciliari Lehlali (come aveva disposto il giudice Cristina Beretti nell’udienza di convalida dell’arresto) che quanto a precedenti non scherza, visto che presto affronterà un altro processo per spaccio di cocaina (l’episodio è del dicembre scorso). Oltretutto quando in gennaio era stato “intercettato” dai carabinieri si trovava con l’obbligo di dimora da rispettare.

Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, il nordafricano aveva scelto la distesa di un bar in zona Santa Croce per consegnare la droga ai clienti, ma i trascorsi dello straniero hanno fatto sì che i carabinieri, nei quali si era imbattuto, abbiano subito scoperto la sua attività di pusher. Vistosi scoperto, Lehlali aveva gettato un involucro per terra, nel tentativo di disfarsene.

All’interno del sacchetto, recuperato dai militari, c’erano sette dosi di cocaina. La successiva perquisizione aveva fatto saltare fuori altre dieci dosi che il ventenne nascondeva nelle mutande. —

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