Domenica 83 seggi aperti per la scelta del segretario Pd
La consultazione si svolgerà dalle 8 alle 20 in tutta la nostra provincia Costa: «Serve un partito efficiente per fermare la deriva del Paese»
I seggi per le primarie per la scelta del segretario nazionale Pd di domenica saranno 83 (in funzione dalle 8 alle 20) sparsi in tutta la provincia.
Due in meno rispetto al 2017, quando a votare alle primarie per scegliere tra Renzi, Orlando ed Emiliano furono poco più di 30mila. Traguardo difficile se non impossibile da raggiungere questa volta.
Il Pd oltre a scegliere il segretario tra Zingaretti, Martina e Giachetti deve ripensarsi. E i risultati delle ultime elezioni regionali in Abruzzo e Sardegna dove il Pd naviga sul 13- 15 % mentre il centrosinistra supera il 30%, spingono verso nuove direzioni, diverse tra ogni candidato. «Abbiamo bisogno di un segretario e di un partito efficiente. È necessario agire in fretta per frenare la deriva del nostro paese», chiosa il segretario provinciale Pd Andrea Costa. Che aggiunge: «Il Pd deve essere un’alternativa a questo governo che anziché cercare la soluzione ai problemi cerca quotidianamente un nemico verso il quale indirizzare l’opinione pubblica. Questo governo non offre risposte a quei giovani che escono dall’università e cercano lavoro, agli insegnanti precari e vorrei sapere come intende affrontare il problema molto serio della sanità in Italia dove manca personale e tra qualche anno non ci saranno medici e chirurghi sufficienti? Chi governa non sta dando risposte. Per questo abbiamo bisogno di un Pd combattivo, rappresentato e rappresentativo. Non basta il segretario, ma dobbiamo ricostruire la capacità di aggregare le persone intorno alle idee».
Questo lo scenario in cui si svolgeranno le primarie di domenica, che a dire il vero non scaldano più di tanto gli animi e che già nel 2017 fecero registrare un calo di affluenza rispetto al 2013. Altri tempi e un altro Pd. Quello attuale non riesce a liberarsi dall’ingombrante ombra di Matteo Renzi che non partecipa alle primarie, ma intanto gira per l’Italia per presentare il suo ultimo libro. Da qui a domenica i tre candidati alle primarie non saranno a Reggio, ci sono passati nelle scorse settimane e senza richiamare folle. Che il Pd reggiano e più in generale quello emiliano non sia particolarmente preso dalle primarie per il nuovo segretario lo conferma anche il responsabile organizzativo Matteo Panari che oltre a fornire i dati sulle primarie sottolinea come «i circoli Pd sono già impegnati sulle amministrative e quella è la priorità, perché c’è da individuare i nuovi candidati, valorizzare l’esperienza degli ultimi cinque anni e costruire e consolidare alleanze. Il Pd emiliano è rimasto uno dei pochi partiti di governo territoriale e per questo le priorità sono le ammnistrative». Tra i tre candidati, aggiunge poi, «non c’è eccessiva contrapposizione e non esiste l’anti o l’antagonismo come accaduto in passato». «Dal barocco si torna finalmente all’illuminismo», conclude citando le norme che regolano l’elezione del segretario. Tornando ai dati organizzativi negli 83 seggi è assicurata una presenza media di sei volontari per ogni postazione per un totale di circa 500 le persone impegnate. Nel 2017 i seggi furono 85 e i votanti poco più di 30mila, di cui 9.500 coloro nei circoli della città. Per votare si dovranno versare come di consueto 2 euro e potranno partecipare al voto tutti i cittadini italiani, europei e extracomunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno. L’età minima è fissata a 16 anni. —
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