«Il bimbo diabetico escluso sintomo di una scuola malata»
Castelnovo Monti. «Vicinanza e solidarietà ai genitori del bambino escluso da una scuola pubblica dell’infanzia di montagna perché affetto da diabete», viene espressa dal comitato Salviamo le cicogne, in merito a una situazione che in questi giorni continua a fare molto discutere.
«Tutti noi crediamo che la vicenda sia di per sé al di fuori del buon senso e della misura _ afferma la nota delle Cicogne _ trattandosi di un caso di medicalizzazione che non necessita di particolari interventi di assistenza da parte del personale scolastico, se non nell’utilizzo di un microinfusore con monitoraggio remoto della glicemia. Non è comunque nostra intenzione entrare nel merito della questione medica, ma di quella delle pari opportunità sì: ogni bimbo e ogni famiglia dovrebbe poter frequentare la scuola pubblica e la scuola pubblica dovrebbe predisporsi alla massima accoglienza. L’esclusione o la mancata accoglienza, la maggior importanza delle ragioni delle maestre rispetto ai diritti e ai bisogni del bambino, purtroppo sono sintomi di una malattia ben peggiore del diabete che colpisce il sistema scolastico facendogli perdere coscienza della propria missione: la centralità del bambino e l’offerta di opportunità di crescita in un contesto ricco di stimoli per lo sviluppo».
Conclude il comitato: «Occorre rivedere al più presto il sistema normativo a tutti i livelli attualizzandolo anche allo stato odierno delle cure mediche, per evitare che esistano spazi per comportamenti discrezionali soggettivi, volti al rifiuto e alla deresponsabilizzazione. Occorre inoltre investire in formazione verso il personale scolastico per mantenere alto il livello motivazionale degli educatori, affinché non decada l’alta missione educativa in una routine di lavoro».
In merito poi alle dichiarazioni del presidente della Provincia Giorgio Zanni e dell’assessore provinciale alla Scuola, Ilenia Malavasi, che sulla vicenda hanno annunciato l’istituzione di un tavolo di lavoro interistituzionale, il comitato conclude: «Ci aspettiamo che l’intervento del presidente della Provincia, in accordo con l’Ufficio scolastico provinciale, l’Ausl e con il necessario coinvolgimento delle associazioni dei portatori di malattie, approdi a una soluzione positiva del problema». —
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