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Bocconi avvelenati È caccia al responsabile I consigli della Forestale

Bocconi avvelenati È caccia al responsabile I consigli della Forestale

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ventasso. Le indagini dei carabinieri della Forestale sono serrate anche se, per il momento, chi nei giorni scorsi ha lasciato i bocconi avvelenati nei prati di Vaglia di Lingonchio, provocando l’avvelenamento di un cane e la morte di una volpe, non è stato trovato. Ma sviluppi potrebbero esserci ben presto.

Le indagini sono partite grazie alla denuncia fatta alla Forestale dal padrone di Ariel, un esemplare femmina di 4 anni di Lupino del Gigante, avvelenata dalla “polpetta” ingerita durante una passeggiata fatta il 22 febbraio scorso. Il cane si è salvato, ma l’allarme è scattato in tutta la zona.

I carabinieri della Forestale hanno bonificato tutta l’area, ma non è escluso che bocconi, anche in zone impervie, collocati per uccidere probabilmente la fauna selvatica, lupi e volpi in particolare, possano essere ancora presenti. Il consiglio, infatti, è quello di fare molta attenzione ogni volta che si lascia libero il proprio cane. Se e quando si trovino bocconi avvelenati c’è una procedura da seguire. Prima di tutto è necessario avvertire i carabinieri o le forze dell’ordine del territorio. È consigliabile delimitare l’area nella quale il ritrovamento è stata fatto, in maniera da non far accedere nessuno altro. Bisogna, poi, prelevare con cautela l’esca, facendo attenzione a non toccarla senza protezione (usare guanti in lattice o sacchetti in plastica) e chiuderla in un contenitore a tenuta stagna, per consegnarla poi ai carabinieri. «Non bisogna annusare mai l’esca – affermano i carabinieri della forestale – perché potrebbe contenere prodotti volatili, ad esempio cianuri, altamente tossici». —

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