Gianni Bella perseguitato da uno stalker
Il cantautore, che ora viva e Parma, ha ricevuto lettere e sms di minacce: a processo un uomo di 40 anni
REGGIO EMILIA. Per settimane, l’estate scorsa, lo stalker ha inviato lettere minatorie e messaggini WhatsApp con richieste estorsive (“voglio i tuoi soldi”) all’abitazione parmense di Gianni Bella, 71 anni (ne compirà 72 il 14 marzo), il cantautore di origini siciliane in passato residente nel reggiano e uno dei protagonisti del Marabù, prima del successo internazionale con canzoni indimenticabili scritte per la sorella Marcella.
Una persecuzione che ha terrorizzato soprattutto la figlia di Gianni, Chiara, che per proteggere il padre lo ha tenuto all’oscuro dello stato d’ansia e si è rivolta subito ai carabinieri. Martedì scorso in tribunale a Parma è partito il processo a carico di un 40enne residente in provincia di Caserta, imputato per stalking aggravato.
LE FRASI
La prima lettera, scritta a mano con una penna rossa e indirizzata a Gianni, è arrivata nella casa (pure sede di una società musicale) ai primi di giugno del 2018. «Il pranzo è servito. Il conto è presso Maria De Filippi. Saluti a Mina e ovviamente sua sorella. Grazie di tutto». Una decina di giorni dopo un’altra busta nella cassetta delle lettere, stavolta non spedita ma consegnata: «Strozzini infami». Dopo un paio di settimane altra missiva, appoggiata sopra la cassetta: dentro c’era un libro di Luciano De Crescenzo dal titolo “Garibaldi era comunista”. Fin qui siamo nel campo delle stranezze, ma quando la figlia del cantautore ha iniziato a ricevere sul suo telefonino (reperibile sul sito della società musicale) sms inquietanti – seguiti da una mail e da messaggi vocali su WhatsApp – ha compreso di essere finita nel mirino di una persona pericolosa.
Questo il tenore dei messaggi: «Riferisci a quel buffone di Gianni Bella che voglio i suoi soldi…Lui sa chi sono, la sua gente, quella che mi ha rubato e pestato per anni… Buffone il tempo sta per scadere».
I carabinieri non hanno impiegato molto tempo per chiudere il cerchio e identificare lo stalker: il 40enne – che, oltre ad utilizzare una seconda Sim card per gli sms, ha pure firmato le lettere con tanto di nome e cognome – è stato colpito dalla misura cautelare del divieto di avvicinamento.
E l’incubo, per la famiglia Bella, è finito. In seguito è emerso che l’uomo aveva perseguitato anni fa anche Rossella Brescia, attrice ed ex ballerina di “Amici” e “Buona domenica”.
IN UDIENZA
Martedì, durante la prima udienza, Chiara ha deposto: «Ero preoccupata perché in quel periodo ero da sola a casa, visto che i miei erano a Catania, ma anche per mio padre, che dal 2010, quando ha avuto l’ictus, non può parlare, tanto che non gli avevo detto nulla di quelle lettere e di quei messaggi – ha spiegato la donna in aula – Ho provato comunque a chiedere ad amici ed a vecchi impresari di mio padre, ma nessuno aveva mai sentito parlare di quell’individuo». La seduta in tribunale si è chiusa con l’avvocato difensore che ha parlato di “personalità borderline” del suo assistito, tanto che il giudice Gennaro Mastrobernardino ha disposto una perizia psichiatrica sul 40enne. —
Ambra Prati
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