Il nuovo progetto della Reggia rivisto e corretto oggi all’hotel Posta
Il sindaco Luca Vecchi e l’architetto Massimo Magnani a confronto con chi in questi mesi ha criticato l’opera
L’incontro organizzato dal Rotary club Reggio Emilia Val di Secchia (che presiedo) oggi pomeriggio all’Hotel Posta (ore 18.30) giunge, lo possiamo dire senza esagerare, con un tempismo straordinario. Chi ha letto ieri le pagine dei giornali, avrà potuto vedere che il progetto predisposto dal Raggruppamento Temporaneo di Professionisti “Openfabric-F&M Ingegneria Spa-Alessandro Parodi-Fabrizio Polimone” è stato approvato l’altro ieri in Giunta. Il progetto è stato modificato sostanzialmente rispetto a quello presentato lo scorso autunno dai vincitori della gara di appalto internazionale. Il progetto autunnale, sotto certo aspetti certamente apprezzabile, prevedeva peraltro alcune soluzioni che non erano affatto piaciute all’associazione “Insieme per Rivalta” – che da tempo si occupa con lodevoli iniziative alla valorizzazione della Reggia – né ad altri reggiani, più o meno esperti, che avevano espresso (anche sulle pagine della Gazzetta) decise critiche in merito. Ebbene, alcune di queste critiche sono state accolte dai progettisti, che hanno così riveduto vari aspetti del progetto. In primo luogo, si è ripristinato il percorso rettilineo che dalla scalinata dell’ex palazzo ducale portava al Belvedere verso il Crostolo (che nel primo progetto veniva bruscamente interrotto a metà): a quel viale (presente nella pianta settecentesca del parco) sono tra l’altro particolarmente affezionati i reggiani che vanno a fare passeggiate in zona. In secondo luogo, si è eliminato il cosiddetto “bosco planiziale” che era stato in un primo tempo previsto sul Belvedere, bosco che avrebbe comportato la compromissione di una cruciale zona panoramica (caratterizzata nel 700 da una spettacolare fontana con le grandi statue dei Fiumi). In terzo luogo, si sono eliminate le alberature che avrebbero inopinatamente coperto – per chi avesse guardato il parco dalla Reggia o dal parterre – la vista del Belvedere stesso, e degli spettacolari angoli lobati del giardino storico verso est. Si è poi tolto di mezzo un incongruo campo da tennis, che i progettisti in un primo tempo avevano collocato nell’angolo posto a nord-est del parco. Queste alcune delle più rilevanti modifiche del progetto, in accoglimento delle critiche quasi corali che erano state mosse al rendering originariamente presentato.
Questo atteggiamento di flessibilità dei progettisti e del Comune va senz’altro apprezzato. Non tutto quello che era stato proposto da Insieme per Rivalta e da altri critici, peraltro, è stato accolto. Restano ancora in piedi alcune richieste particolarmente pressanti e sentite, ad esempio il ripristino del labirinto settecentesco, descritto dai cronisti e dai turisti dell’epoca come una delle più “ingegnose” attrattive della Reggia. Più in generale, restano ancora da definire i principali obiettivi del recupero del parco e dei palazzi ancora esistenti. E da qui all’approvazione del progetto definitivo, e poi esecutivo (che tra l’altro dovrà ricevere l’approvazione della Soprintendenza) si possono fare ancora molti cambiamenti.
L’incontro di oggi pomeriggio si preannuncia dunque molto succoso. Da un lato, il sindaco Luca Vecchi e l’architetto del Comune Massimo Magnani, con i progettisti del progetto approvato, potranno spiegarne i dettagli e le ragioni ai presenti. Dall’altro, interverranno al dibattito coloro che nei mesi scorsi hanno criticato con particolare decisione il progetto, come “Insieme per Rivalta”, rappresentati da Lauro Gaddi; e Ugo Pellini, esperto di botanica. Carlo Mambriani, poi, darà un tocco di sapere accademico all’incontro, essendo ordinario di storia dell’architettura a Parma, e uno dei più apprezzati esperti di giardini storici a livello internazionale. Chi scrive sarà presente nella duplice veste di Presidente del Rotary organizzatore, e di esperto della storia della Reggia di Rivalta. E l’incontro sarà moderato da Stefano Scansani, direttore della Gazzetta sempre attento a questi sviluppi della città e delle sue attrattive. Un’occasione da non perdersi, dunque. L’ingresso è libero. —
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