«Redifinizione di alcuni nodi per Piazza Roversi e Gioberti»
Il dicastero dei beni culturali ha chiesto una relazione alla sovrintendenza di Bologna e ha quindi inviato una lettera a Fabio Pederzoli
Le informazioni sulla riqualificazione delle piazze, gli interventi sulla Passeggiata Settecentesca e il progetto sul parco della Reggia di Rivalta, nonché quello dei chiostri benedettini di San Pietro, seguono un percorso triangolare: A. cittadino, B. ministero dei Beni Culturali, C. sovrintendenza di Bologna. E per cittadino s’intende un singolo residente reggiano che da mesi pretende di conoscere la dinamica dei lavori, le modifiche al progetto originario, e che cosa ne pensa il dicastero di competenza, considerando che la sovrintendenza bolognese ha tempi biblici nel formulare le risposte. Il cittadino è Fabio Pederzoli, tra l’altro esponente del Movimento Nazionale per la Sovranità.
L’altro giorno ha ricevuto la risposta del ministero ai suoi quesiti, alle sue preoccupazioni già manifestate in autunno.
La direzione generale archeologia, belle arti e paesaggio ha comunicato: “La Soprintendenza in indirizzo, in qualità di ufficio competente territorialmente, ha relazionato alla scrivente attestando che “(...) Trattandosi di luoghi dove non appare storicamente una configurazione architettonica, le proposte appaiono migliorative rispetto allo stato attuale in termine di pregio dei materiali, degli arredi e in termini di incremento di aree pedonali fruibili (...) i progetti autorizzati, (...) appaiono distinguibili ma rispettosi del contesto, dei luoghi e dei beni culturali con cui si relazionano”.
Sempre il ministero ha informato Pederzoli: “Risulta inoltre che la Soprintendenza abbia autorizzato con prescrizioni i lavori del tratto di Piazza Gioberti e Piazza Roversi e che i confronti “(...) con l’Amministrazione comunale e i tecnici incaricati, per la redifinizione di alcuni nodi e dettagli progettuali (...) sono continui (...). Il cantiere è costantemente monitorato, sia per quanto riguarda la tutela architettonica che per quella archeologica”. Questo passaggio è molto interessante perché rileva che la sovrintendenza bolognese ha dettato prescrizioni ai progettisti. Ma - sia in questa missiva come nelle precedenti -non viene mai chiarito a quali particolari della riqualificazione siano appunto destinate le prescrizioni. La lettera indirizzata al cittadino reggiano e firmata dal direttore generale Gino Famiglietti si conclude con questa sottolineatura: “Nella nota della Soprintendenza è stato inoltre riportato che, a seguito di precedenti e reiterate richieste, sia stata inviata alla S.V. la nota prot. 21824 del 08/10/2018, riportante dettagliati chiarimenti sulle attività di tutela svolte per la (...) progettazione avviata dall’Amministrazione comunale finalizzata all’attuazione di determinate scelte strategiche della stessa, e posta in essere mediante specifiche procedure di selezione”. —
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