Un protocollo contro l’uso di stupefacenti nelle scuole
Firmato da Comune, Unione pianura reggiana e scuole superiori per sensibilizzare i ragazzi, contrastare lo spaccio e intervenire in modo efficace
CORREGGIO. Martedì 26 febbraio il Comune di Correggio, l’Unione Pianura Reggiana e le scuole secondarie di secondo grado correggesi – liceo Corso, istituto Einaudi e convitto Corso – hanno sottoscritto un patto di corresponsabilità educativa per contrastare l’uso di sostanze stupefacenti nelle scuole e promuovere il benessere giovanile.
Secondo una ricerca condotta nelle scuole di Reggio Emilia e provincia, infatti, un ragazzo su 4, tra i 15 e i 19 anni, ha consumato cannabis o altre sostanze, e questo risulta ormai essere un comportamento socialmente accettato dagli adolescenti, rispetto al quale non viene associata la giusta percezione di rischio. L’attività di prevenzione dimostra la sua efficacia nel tempo: è un lavoro lento, volto a cambiare giudizi e comportamenti e a sfatare luoghi comuni, in cui la scuola svolge un ruolo fondamentale, sia come luogo di educazione e formazione, sia come luogo di prevenzione, capace di accogliere e promuovere attività e progetti di informazione e sensibilizzazione. Partendo da questa consapevolezza, circa un anno fa è stato aperto un tavolo di confronto sul tema delle dipendenze, partecipato da coloro che, per competenze e professionalità, potevano attivare forme di prevenzione e sensibilizzazione rispetto all’uso di sostanze, progettare azioni volte a contrastarne l’utilizzo e lo spaccio e individuare prassi operative da attivare, qualora necessario, per intervenire in modo coordinato ed efficace.
Hanno partecipato a questo percorso, oltre alle scuole, i servizi sociali, il Distretto Ausl di Correggio, il centro giovani, le forze dell’ordine e l’associazione Prodigio. Ci si è posti l’obiettivo di individuare procedure operative, che si riferiscono a situazioni che possono verificarsi a scuola e che coinvolgono il personale docente e non docente. L’obiettivo, infatti, è tracciare una sorta di vademecum condiviso e valido per tutte le scuole del territorio, da applicare dove necessario. Le aree di intervento ruotano intorno a tre cardini: educazione, responsabilità e legalità, che vedono la stretta collaborazione di tutti gli attori in campo.
«Anche se non tutti i ragazzi che iniziano ad assumere stupefacenti passano da un uso sporadico alla dipendenza, la vulnerabilità individuale, dovuta anche a particolari condizioni psicologiche, può portare danni gravissimi», dice il sindaco Ilenia Malavasi, secondo la quale il fine di questo protocollo «non è la repressione, ma la promozione e la valorizzazione di una comunità attenta e solidale, che si preoccupa e tutela le persone, con particolare attenzione ai giovani. La sottoscrizione di questo protocollo rappresenta una condivisione di intenti che intendono scoraggiare comportamenti scorretti e promuovere contesti di legalità e di tutela della salute degli adolescenti nei contesti scolastici». —
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