Arrestati i grossisti di hascisc e cocaina che rifornivano Reggio e l’Emilia
Sette persone finiscono in carcere, una donna ai domiciliari In totale sono stati sequestrati due quintali di “fumo”
Rifornivano di droga, soprattutto hascisc e cocaina, gli spacciatori di strada, riuscendo a piazzare ai dettaglianti mezzo chilo al giorno. Ma anche a offrire, grazie ad “ambasciate” dal Marocco, delle giacenze di stupefacente non consegnato a prezzi di saldo. Nella retata dell’Arma, scattata all’alba di ieri, è finito tra gli altri un magrebino residente nel Reggiano. Quello che, secondo gli inquirenti, era un fornitore è stato prelevato nella sua abitazione dai militari reggiani e portato in carcere. In contemporanea il Nucleo investigativo di Parma ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Modena nei confronti di altre sette persone, tutte marocchine, accusate di detenzione e spaccio di droga. Sei degli indagati (tra i quali il reggiano) si trovano ora dietro le sbarre, mentre una donna è ai domiciliari ed un altro detenuto in Germania.
L’INDAGINE
L’indagine è iniziata da informazioni raccolte dai carabinieri di Parma, che nel 2016 hanno individuato un marocchino residente nel Parmense, protagonista di un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Partendo da quel soggetto, gli sviluppi investigativi hanno consentito di allargare a dismisura il cerchio e di svelare l’esistenza di una vasta rete di vendita – attiva tra Parma, Reggio, Modena e Bologna – in grado di spostare ingenti quantitativi di stupefacente di differente tipologia. Tramite intercettazioni telefoniche, osservazioni, pedinamenti e il monitoraggio sulle piazze dello spaccio, i carabinieri hanno documentato le transazioni e sono riusciti a identificare con precisione clienti, pusher “pesci piccoli” e infine i fornitori di secondo livello.
DUE GRUPPI
Se l’approvvigionamento avveniva sulle piazze di diverse province poste lungo la via Emilia, i carabinieri sono arrivati alla conclusione che la “base” del traffico era Modena, dove sono stati scoperti due gruppi distinti. Il primo ha visto coinvolti due fratelli marocchini, specializzati nella distribuzione all’ingrosso di cocaina, smerciata fino a mezzo chilo al giorno.
Il secondo gruppo faceva capo ad altre due persone originarie del Marocco, una delle quali insospettabile: un barbiere di Modena.
Il negoziante era un perno per l’incontro tra domanda e offerta: era lui a ricevere dal Paese d’origine “soffiate” sulle partite di droga, dislocate in varie parti dello Stivale, che non erano state ritirate dai destinatari per vari motivi (ad esempio perché quell’anello era stato bruciato e arrestato) e che quindi erano ancora in disponibilità del corriere. Giacenze invendute di stupefacente, a prezzi scontati, per le quali si cercava un acquirente.
Il barbiere girava le informazioni a un altro referente del gruppo, che si incaricava del recupero e della vendita.
I SEQUESTRI
Nel corso dell’indagine, l’Arma ha eseguito diversi sequestri in territorio parmense. Nella sola serata del 29 febbraio 2016, sulla A1 in prossimità del casello autostradale di Parma, i militari del Nucleo investigativo hanno rinvenuto stipati, nel bagagliaio di una Panda partita da Roma, 180 kg di hascisc. In un’altra occasione sono stati rinvenuti 20 chili. In totale sono stati recuperati circa 200 chili di hascic e 100 grammi di cocaina. Il valore stimato è pari a 200mila euro. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
