«La mia è una lista di comunità Il programma? Si fa insieme»
Il medico Fausto Torelli si candida sindaco alla guida di un gruppo di area Pd «Al giorno d’oggi è sbagliato identificare una civica sotto i classici schieramenti»
«Sarà una lista di comunità, inclusiva, aperta. Chiaro che l’ambito di partenza è di sinistra, ma oggi, a livello locale, conta la personalità: si guardi Federico Pizzarotti a Parma. Scriverò il programma insieme ai cittadini».
Questo l’esordio durante la presentazione ufficiale, ieri, a palazzo Cavezzi, di Fausto Torelli, candidato sindaco della lista civica Montecchio Futura che ambisce a raccogliere l’eredità della giunta uscente guidata dal sindaco Paolo Colli. Torelli è appoggiato dal Pd, ma senza tessera; una compagine che si dice non supportata dalla macchina organizzativa del Pd e senza simbolo, con un punto interrogativo sui 16 nominativi; pare infatti che la presenza in lista dei fondatori di Montecchio Futura (l’avvocato Roberta Dieci, il gruppo di vicinato Montecchio Emilia Sicura e l’avvocato Stefano Ferri, curatore del fallimento della Reggiana) non sia affatto scontata.
I MOTIVI
«La mia candidatura nasce da una passione politica personale che è stata fomentata dalle idee di amici, di associazioni e di partiti (soprattutto il Pd) che mi hanno mostrato affetto e stima, sia in ambito laico, sia religioso», ha detto Torelli.
La distanza dal Pd però è stata subito rimarcata. «La società è molto cambiata e cerca un nuovo equilibrio – ha puntualizzato Torelli –. Oggi identificare una lista civica sotto i classici schieramenti secondo me è errato. I miei collaboratori della prima ora non provengono dal mondo politico».
Tre le parole chiave che compariranno nel simbolo (non ancora depositato, raffigurerà il castello di Montecchio): «Dignità, equità, sicurezza. Su questi principi si innesta la riflessione politica del Pd: abbiamo bisogno di tutti, per una convergenza ricompositiva di precedenti fratture», ha precisato il candidato sindaco.
PROGRAMMA DAL BASSO
Il programma «non è ancora steso – ha spiegato – personalmente ho dei dubbi sui programmi elettorali prolissi e teorici. Lo scriveremo in due step: l’ascolto dei bisogni e gruppi di lavoro che elaboreranno punti sintetici, da arricchire con un quid tecnico».
Tra gli ambiti figura l’urbanistica («la viabilità Est-Ovest andrà completata per evitare il transito di diecimila veicoli in mezzo al paese, più collegamenti verso Barco»), centro storico («dente molto doloroso, è un elemento chiave per far ripartire il commercio»), giovani e anziani («le due fasce più cambiate, i primi per il problema assistenziale e i secondi senza opportunità»).
E ancora: l’associazionismo («realtà sorprendente, le associazioni sono riuscite laddove hanno fallito i partiti»), cultura («eredità di eccellenza»), il lavoro («attenzione particolare all’imprenditoria locale»), sanità («la maggior parte dei bisogni sanitari non sono di pertinenza dell’ospedale bensì del territorio»), sport.
Infine l’affondo sulla sicurezza («concetto che si applica sia alle persone sia alla società, nessun partito può arrogarsi il diritto di impadronirsene»).
GIOVANI SCOMPARSI
Sui 16 nominativi da candidare Torelli ha precisato: «Esamineremo le disponibilità, non è facile trovarne. Gradirei moltissimo avere dei giovani; purtroppo sono assenti, ma non dispero. La distinzione uomini/donne mi interessa poco, anche se le donne vanno facilitate. Con esperienza o neofiti? Quando si tratta di proposta politica l’esperienza per me aiuta, quando si tratta di sentire le persone in modo empatico ostacola: servono entrambi».
MINORANZE CHI?
Interpellato sul “listone unico” che lo sfiderà e dell’anomalia di avere come avversari le ex minoranze unite (da Forza Italia al Movimento 5 Stelle, dalla Lega alla lista civica), Torelli ha nicchiato: «Non so rispondere, non li conosco. So quello che ho letto sulla Gazzetta di Reggio, dove gli interessati davano per scontata la loro corsa. Vedremo. Non mi stupisco dell’aggregarsi delle altre forze, ma trovo che sarà difficile per loro esprimere una linea». Sulle altre “stranezze” che caratterizzano questa campagna elettorale Torelli ha riflettuto: «È un momento di indubbia difficoltà, però adesso si può riattizzare la passione politica».—
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