Per i pusher la “giacca” era il panetto di hascisc
REGGIO EMILIA. Negli sms si scambiavano quelli che parevano numeri di cellulare di terzi: invece le ultime tre cifre del numero (inventato) corrispondevano alla quantità di droga, era l’ordinazione dello stupefacente che il compratore indicava al fornitore. Un sistema ingegnoso e originale, tant’è che i militari hanno impiegato tempo per comprendere il trucchetto e venire a capo dell’enigma. Un’altra difficoltà superata dall’Arma è stata rappresentata dall’uso di un linguaggio in codice con i clienti “più affezionati”, con i quali nelle conversazioni comparivano parole avulse dal contesto e all’apparenza senza senso: ad esempio il termine “giacca” a significare “panetto di hascisc”. —
Am.P.
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