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Prima pregano, poi giù botte: 12 denunce

M.F.
Prima pregano, poi giù botte: 12 denunce

Rissa con due feriti dentro il centro islamico di via Petrarca lo scorso ottobre. Il capannone già motivo di polemiche

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Luzzara. Non condividevano le modalità di gestione del centro culturale e, a margine di una cerimonia religioso, hanno finito per darsele di santa ragione con pugni, calci, sedie che volavano, bastoni e persino un coltello, per fortuna non usato.

Per quella rissa, avvenuta nell’ottobre scorso, sono stati denunciati in 12, con un’età compresa tra i 18 e i 54 anni, tutti residenti tra Luzzara e Gualtieri e di origine pakistana. Due di loro, a seguito della furibonda lite, hanno riportato lesioni giudicate guaribili in 3 giorni. Li hanno identificati e, alla fine, inchiodati alle proprie responsabilità, i carabinieri di Luzzara. Devono rispondere di turbamento di funzione religiosa, lesioni personali e minacce aggravate.

Torna così al centro delle cronache – ma questa volta per una rissa consumatasi al suo interno – il capannone di via Petrarca, sede di un’associazione islamica.

Il centro infiammò per alcuni giorni l’estate del 2016 accendendo le polemiche tra la Lega, che contestava la regolarità di quella che ritiene essere a tutti gli effetti una moschea, e il sindaco Andrea Costa, che invece rassicurava sulla regolarità del tutto.

I fatti contestati ai dodici denunciati, come si diceva, risalgono, invece, alla fine dell’ottobre scorso.

la rissa

I carabinieri della stazione di Luzzara che intervennero a seguito della furibonda lite mettendo fine al parapiglia, poterono accertare, secondo anche le testimonianze raccolte, che la rissa era avvenuta a margine di una cerimonia religiosa, svoltasi, appunto, nel centro di via Petrarca.

I motivi che avevano portato i presenti a darsele di santa ragione, senza esitare a tirare fuori bastoni e persino un coltello – che poi non fu trovato dai militari dell’Arma –, vennero classificati come futili, e legati alle divergenti opinioni che i presenti avevano in merito alle modalità di gestione del centro.

La polemica

Un centro culturale, secondo quanto aveva raccontato anche il sindaco Andrea Costa, nel luglio di tre anni fa, rispondendo alla pressante richiesta di chiarimenti dei consiglieri della Lega, Andrea Manfredini (anche segretario della locale sezione) e Gabriele Manini.

«Un’associazione pakistana che ha come scopo, da statuto, la promozione della religione islamica e il sostegno della comunità islamica locale, ha acquistato un capannone artigianale adibendolo a luogo di culto, tra l’altro in una zona in cui non è possibile cambiare la destinazione d'uso – tuonavano i due consilieri –. L’attività è chiaramente abusiva, e si svolge tutto l’anno, non solo nel mese del Ramadan, con preghiere 4-5 volte al giorno e, cosa che più ci inquieta, lezioni ai bambini. Spesso le luci sono accese anche durante la notte». «La Lega fa cinema – aveva ribattuto Costa – Quell’occupazione è legale e il capannone in regola». —

M.F.

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