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Reggio Emilia, avvistate larve in fila indiana: è la Processionaria arrivata in anticipo

Claudio Corradi
Reggio Emilia, avvistate larve in fila indiana: è la Processionaria arrivata in anticipo

La lotta al lepidottero è obbligatoria e imposta dalla legge ma il Comune è stato preso in contropiede dal caldo record 

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REGGIO EMILIA. Quello della discesa delle processionarie dai loro nidi è sempre uno spettacolo affascinante. Si verifica solo una volta l’anno ed è sempre in grado di stupire coloro che hanno la fortuna di trovarsi nel posto giusto al momento giusto. Proprio come è capitato ad una folta schiera di persone che l’altro ieri in Via Emilia Ospizio nei pressi del campus universitario hanno avuto modo di fermarsi a fotografare questa processione di larve eleganti e pelose.

Si tratta appunto della Processionaria del Pino (Thaumetopoea pityocampa), un Lepidottero defogliatore che attacca tutte le specie di pino e varie specie di cedro.

A dire il vero queste larve oltre ad essere belle possono essere anche pericolose, a causa dei peli urticanti che le contraddistinguono. Il contatto con queste larve può provocare irritazioni cutanee, oculari, alle mucose e alle vie respiratorie tanto per l’uomo quanto per gli animali. Proprio per questo la lotta alla processionaria del pino è una lotta obbligatoria, vale a dire imposta per legge (D.M. 30 ottobre 2007 che ha abrogato e sostituito il D.M. 17 aprile 1998, quindi non cosa nuova) da compiere o a fine inverno, fine febbraio con la distruzione dei nidi sericei all’interno dei quali le larve svernano, o a fine estate, inizio di settembre con trattamenti biologici sulle larve che si apprestano ad affrontare l’inverno.

«Il decreto di lotta obbligatoria – spiega Andrea Catellani del Consorzio Fitosanitario di Reggio Emilia – prevede che in caso di presenza di nidi di Processionaria, in grado di rappresentare pericolo per la pianta o per la per la salute dell’uomo, i singoli comuni emettano le relative ordinanze attuative».

«Quest’anno però – prosegue Catellani – le alte temperatura hanno anticipato il risveglio delle larve che hanno sorpreso tutti a partire dal comune di Reggio che non aveva ancora predisposto il decreto di lotta obbligatoria. In ogni caso però quello che deve prevalere è il buon senso e la distruzione dei nidi può ancora essere realizzata avendo cura di effettuare questa delicata operazione nelle prime ore del mattino quando le temperature sono più basse. Non si dimentichi in effetti che chiunque abbia nel propri giardino un pino o un cedro può avere vicino larve di processionaria e per individuarle basta guardare la parte alta della chioma rivolta a sud».

I bruchi che si sono potuti ammirare in questi giorni in rigorosa fila indiana sono le larve svernanti, assolutamente da non toccare, che con una quindicina di giorni di anticipo rispetto alla norma stanno abbandonando i loro nidi disponendosi in fila indiana e formando una sorta di processione. Fenomeno che singolare e curioso che ha ispirato il nome dell’insetto. Dopo questo militaresco spostamento le larve mature andranno nel terreno per trasformarsi dapprima in crisalidi e poi in farfalle che spiccheranno il volo fra giugno ed agosto. Da quel momento avverranno gli accoppiamenti, la deposizione di nuove uova attorno agli aghi di pino e la creazione di nidi sericei all'interno dei quali le nuove larve andranno a rifugiarsi.
 

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