Gazzetta di Reggio

Reggio

a case pirondi 

Chiamati per una lite trovano un condannato

AM.P.

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REGGIO EMILIA. La polizia accorre per quello che pare un banale lite condominiale e scopre un condannato per produzione e spaccio di droga aggravata (l’aggravante consiste nell’ingente quantità), che deve scontare una pena diventata definitiva.

La vicenda risale a giovedì scorso alle 18, quando è arrivata al 113 una telefonata che segnalava un violento diverbio tra cinesi in una palazzina di via Ancini, la strada che costeggia il torrente Modolena verso Ronconcesi, in località Case Pirondi. Una pattuglia delle Volanti si è recata sul posto trovando due persone cinesi coinvolte nell’accesa discussione.

I due si sono poi qualificati come il proprietario dell’appartamento e l’inquilino, che avevano dissidi legati all’affitto. Al momento dell’identificazione, però, i poliziotti hanno scoperto che l’affittuario, H.Z. di 41 anni, era destinatario di un ordine di custodia cautelare per una pena diventata definita. Il 41enne era infatti uno dei due “custodi” del casolare-serra di marijuana smantellato dalla polizia a Cadelbosco Sopra il 21 febbraio 2017.

In quello stabile di campagna erano stati scoperti circa 50 chili di marijuana (di cui 27,5 chili di inflorescenze essiccate e 22,5 chili di foglie essiccate in sacconi), 201 piantine e un sistema di illuminazione all’avanguardia con tanto di allaccio elettrico abusivo.

Erano finiti nei guai tre cinesi, considerati i custodi-coltivatori della serra: due erano stati arrestati, un terzo minorenne denunciato. Ora l’iter giudiziario si è concluso e il 41enne (all’epoca finito in manette) è stato riportato in prigione, dove dovrà scontare una pena di 2 anni e 4 mesi. —

AM.P.

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