Gazzetta di Reggio

Reggio

reggio emilia

Gestiva il racket delle prostitute di lusso, arrestata cinese 52enne

Gestiva il racket delle prostitute di lusso, arrestata cinese 52enne

Le ragazze chiedevano fino a 500 euro ad appuntamento, alberghi come bordelli tra il Veneto e le Marche

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Guadagni da capogiro, grazie a precisi tariffari, a clienti locali e internazionali e con prestazioni sessuali di ogni genere. Il vasto racket di prostitute di lusso che sfruttava giovani orientali è stato scoperto dai carabinieri. Arrestata a Reggio Emilia la donna cinese accusata di tenerne le fila: la 52enne, Lizi Wang, ristretta in regime di arresti domiciliari. Nei guai altre due sue connazionali.
 
Centro dell’organizzazione era un'abitazione di Mestre, ma le sfruttatrici gestivano case a luci rosse anche a in altre abitazioni del Veneto (Piove di Sacco) e delle Marche (Macerata e Jesi). 
L'indagine, durata tre anni, è partita nel 2016, si è sviluppata monitorando sia gli annunci inseriti dalle sfruttatrici sul web per procacciare i clienti, che interrogando alcuni degli uomini che avevano pagato per le prestazioni. Su un sito di incontri sono stati scoperti diversi annunci che proponevano rapporti a pagamento indicando alcuni numeri di cellulari, intestati alle tre sfruttatrici. 
 
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:reggio:cronaca:1.30058214:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.30058214:1649844161/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
 
Concordati gli appuntamenti e la disponibilità economica del cliente lo passavano alla prostituta. In alcuni casi gli veniva inviato un messaggio con un codice identificativo, in base alla prestazione e alla tariffa concordate, con le dovute indicazioni per raggiungerle.
 
Decine le giovani cinesi sfruttate, reclutate con la promessa di una vita migliore e trattenute in condizioni precarie e con paghe minime. I clienti rintracciati sono numerosissimi: italiani e stranieri, soprattutto orientali (prevalentemente del Nordest).
 
Addirittura alcuni arrivavano appositamente nel veneziano in aereo per poi raggiungere i bordelli di Mestre o Piove di Sacco piuttosto che hotel precedentemente prenotati. Oltre agli alberghi dove le prostitute incontravano i clienti, nell'appartamento mestrino erano state allestite vere proprie camere del piacere attrezzate con vasche idromassaggio, allestimenti per rapporti estremi e qualsiasi altra caratteristica richiesta. 
 
Le ragazze dovevano essere disposte a ogni tipo di pratica, per cifre oscillanti da 50 a 500 euro. L’altra mattina una serie di blitz congiunti hanno portato i carabinieri ad eseguire provvedimenti cautelari emessi dal Tribunale di Venezia su richiesta della Procura veneziana nei confronti delle tre cittadine cinesi. 
 
A Reggio Emilia i carabinieri del nucleo radiomobile della Compagnia di Reggio Emilia hanno arrestato, dopo averla localizzata, la cittadina cinese Lizi Wang. Le altre due connazionali di 42 e 33anni, rintracciate dai carabinieri di Mestre, che hanno condotto le indagini, sono state sottoposte all’obbligo di dimora e di firma a Mestre e Castelfranco Veneto. Sono tutte accusate di sfruttamento della prostituzione. 
 
Per la cinese dimorante a Reggio Emilia sono scattati gli arresti in relazione al suo ruolo principale considerato anche che la stessa gestiva direttamente ben tre case di appuntamento tra il Veneto e le Marche. Dettaglio singolare: le tre sfruttatrici da tempo sospettavano di avere gli inquirenti alle calcagna, tanto che le fruttuose attività erano state sospese. Un'accortezza che non è bastata a evitare l'arresto, perché in un appartamento sono state trovate le prove dell'attività illecita.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google