«Il Papo era un grande uomo e campione»
Il dolore della comunità e del mondo dello sport il giorno dopo l’incidente costato la vita al 49enne Gian Paolo Bolondi. Il funerale è stato fissato per lunedì, 4 marzo, alle 15
NOVELLARA. Un fenomeno che riusciva con estrema semplicità, almeno questo appariva agli altri, a compiere imprese incredibili, sempre con il sorriso sulle labbra. Perché, va bene la competizione e non mollare mai, ma è pur sempre vero che «alla fine l’importante è divertirsi». Questo era Gian Paolo Bolondi, campione italiano di salto con l’asta Master – titolo conquistato domenica scorsa ad Ancona – morto giovedì pomeriggio, 28 febbraio 2019, nell’incidente avvenuto lungo la provinciale Nord.
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«Un ragazzo splendido e un grandissimo atleta, con la Regia nel cuore. Siamo distrutti, ci mancherai tantissimo Papo», scrive il Gruppo Vandelli 1991. «Un incidente stradale in moto ci ha portato via Gian Paolo Bolondi…», posta su Facebook l’Atletica Impresa Po Reggiolo.
A ricordarlo, tra i tanti ieri, anche il gruppo Facebook dell’Atletica in Sicilia («...era un grande campione. Pensa che se, da una parte saltava da 30 anni, dall’altra... non si allenava mai») e i ragazzi del Jumping di Trani («resterai nei nostri cuori per averci aiutato a realizzare il nostro sogno»). «I cavalieri esistono ancora. Gianpaolo Bolondi ne è la prova. Sempre pronto ad aiutare chi ne avesse bisogno e inflessibile a difendere i suoi valori, anche di fronte ai più grandi... Lui è il re della pedana ma riesce a far sentire ognuno come a casa sua», è l’ultimo ricordo del gruppo Asta del Multisport & Fun di Padova.
L’intera comunità si stringe ora intorno alla famiglia, il padre Giovanni, la mamma Riccarda e la sorella Silvia, che ancora ieri non hanno potuto fissare la data del funerale. La salma è ancora sotto procura.
«Questa tragedia improvvisa colpisce profondamente tutta la nostra comunità e una famiglia molto conosciuta. Solamente l’anno scorso era stato premiato alla cerimonia del Coni a Reggio Emilia. Il suo spirito sportivo e la sua passione nel trasmetterlo ai ragazzi rimarranno nei nostri cuori e nella nostra memoria». Così lo ricorda il sindaco Elena Carletti.
Proprio tra i giovani atleti che Bolondi allenava il dolore è immenso.
Il ricordo di Ilaria Piccagli: «Credo sia difficile spiegare cosa tu sia stato per noi, “un allenatore è un educatore prima di tutto”, immagino abbiano inventato questa frase dopo averti visto mentre dicevi ad ognuno di noi di non mollare, o di non avere paura nel cambiare asta, di ridere e scherzare fino al silenzio appena prima di partire per saltare. “Quando arrivi alla fine della rincorsa, devi ancora iniziare”, e forse la vita è un po' così... Nel cuore di chi ha saltato almeno una volta, il vuoto che lascerai sarà la gara più complessa... Non riesco a non sorridere pensando a tutto l’affetto, la carica che ci hai dato, a tutta la pazienza di chi scommette tutto senza volere in cambio niente. Sei un grande Papo, autentico come nessuno, non ti dimenticheremo mai. Grazie». —
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