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L’embargo alla Russia affonda l’agricoltura

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REGGIO EMILIA. Si fa sempre più oneroso l’effetto dell’embargo russo sull’export agroalimentare e l’Emilia-Romagna ne esce a pezzi: è la regione più danneggiata d’Italia. «Le sanzioni alla Russia sono costate 68 milioni di euro all’export agroalimentare 2018 dell’Emilia-Romagna, regione che ha subito il contraccolpo maggiore. E in totale all’incirca 300 milioni se si sommano le perdite annuali dall’inizio del blocco», dichiara la presidente di Confagricoltura Emilia Romagna, Eugenia Bergamaschi, tornando su un tema molto sentito dalla base associativa e dalle aziende più export-oriented, espressione di punta del food made in Italy nel mondo. «Rinnoviamo l’appello alla Politica, agli europarlamentari del territorio, di oggi e di domani, affinché si scriva presto la parola fine e si adotti una politica comunitaria tale da fare cessare l’embargo. Il nostro impegno sarà riconquistare le quote di mercato perse a favore di paesi esclusi dal blocco delle importazioni. Una sfida che non si preannuncia affatto facile», conclude la presidente regionale di Confagricoltura. Come si evince dai dati elaborati si è registrata una perdita di 68 milioni di euro nell’export regionale 2018 di frutta, ortaggi e formaggi ma anche di carne, salumi e insaccati. Così le esportazioni verso la Russia sono crollate da 140 a 72 milioni di euro nel periodo 2013-2018, con una flessione di oltre il 48 per cento. —

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