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Petroni è tornato in libertà dopo la carcerazione in Croazia

Tiziano Soresina
Petroni è tornato in libertà dopo la carcerazione in Croazia

L’assicuratore-truffatore ha telefonato al legale dalla Slovenia e da ieri è in Italia Mistero sui motivi del fermo. Scrive su Facebook: «Tanti giorni di sofferenza»

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Nuovo colpo di scena relativo a Sergio Petroni, 49 anni, che dal 20 dicembre scorso era finito nella cella di un carcere croato. Da allora sono trascorsi una settantina di giorni, il tutto avvolto nel mistero sulle cause di quella incarcerazione.

TELEFONATA LIBERATORIA

Ma da ieri Petroni è tornato in Italia e il giorno prima – dalla Slovenia – ha preso contatto telefonicamente con il suo avvocato di fiducia, cioè il legale Mariasilvia Grisanti.

Una breve telefonata per prendere accordi, senza spiegare comunque granché all’avvocato difensore, se non confermare la carcerazione in Croazia e parlare espressamente di «un incubo vissuto» ma per motivi diversi da quelli “rimbalzati” in Italia. Su Facebook la conferma arriva dallo stesso Petroni che scrive postando una foto con la sua fidanzata: «Dopo tanti giorni di sofferenza finalmente di nuovo uno vicino all’altro. Grazie mille per il tuo incoraggiamento. Oggi il nostro amore è più forte di prima. Thank you my love».

VICENDA MISTERIOSA

Quindi, al momento, rimangono parecchio sfumati i contorni della vicenda in cui si è “ficcato” l’ex subagente di Ina-Assitalia di Castelnovo Monti che per la giustizia italiana è al centro di una maxi truffa da 10 milioni ai danni degli assicurati, con recente condanna in primo grado di 4 anni di reclusione. Il caso giudiziario croato è di tutt’altra natura – almeno apparentemente – perché Petroni il 20 dicembre scorso è stato bloccato nei pressi di Spalato mentre era alla guida di un furgone (preventivamente noleggiato) che sarebbe stato carico di clandestini. E con l’accusa di immigrazione clandestina è finito in cella. Ma a questo punto il condizionale è d’obbligo e solo nei prossimi giorni si capirà meglio quanto è accaduto a quest’uomo. Dal 20 dicembre sino a giovedì mattina il 49enne era diventato una sorta di “fantasma” che non risultava più contattabile nè dalla famiglia, nè dal suo difensore. L’unica concitata telefonata di Petroni era giunta alla nuova compagna straniera che vive a Modena ed ha poi avvertito l’avvocato, innescando l’allarme per “qualcosa” di grave che poi si è saputo essere un fermo in Croazia. —



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