Spaccio di coca Patteggia in aula 3 anni e 8 mesi È ai domiciliari
REGGIO EMILIA. Da insospettabile a figura più che monitorata dalla polizia nel contesto dello spaccio della cocaina, finendo nel giro di pochi mesi in due inchieste e da allora è agli arresti domiciliari a Reggio Emilia. Nel mirino è il tunisino Fethi Stambali, 39 anni, con regolare permesso di soggiorno, proprietario di una casa.
LA PRIMA INDAGINE
Per la prima inchiesta che lo vede coinvolto il nordafricano approdato davanti al gup Dario De Luca. La squadra mobile – coordinata dal pm Valentina Salvi – contesta a Stambali circa 300 cessioni di “polvere bianca” in favore di clienti reggiani nel giro di 6 mesi (dal settembre 2017 al marzo 2018). Un consumatori di cocaina è arrivato a comprare dosi anche più di cento volte dal tunisino. In questa prima tranche giudiziaria il 39enne – difeso dall’avvocato Federico De Belvis – ha patteggiato una pena di 3 anni e 8 mesi di reclusione. E in attesa del secondo procedimento, il nordafricano rimane agli arresti domiciliari.
LA SECONDA INDAGINE
Il secondo fronte giudiziario è ben più complesso perché si tratta di un traffico di cocaina che permeava il centro storico della città e che vantava una moltitudine di clienti, talvolta anche minorenni reggiani. Un’organizzazione radicata e strutturata come se fosse una vera e propria impresa, con spacciatori di strada assunti con “contratti a termine” di qualche settimana e importati direttamente dal Kosovo, sfruttando la possibilità per i cittadini di quel Paese di rimanere regolarmente in Italia per tre mesi come turisti. Al vertice dell’organizzazione, secondo gli inquirenti, il 42enne albanese Xhafer Berisha, punto di riferimento di alcuni giovani spacciatori. In particolare, a novembre 2017 in un fabbricato rurale di via Ancini erano stati arrestati quelli che per la Mobile sono da considerare come i due “galoppini” di Berisha. Gli accertamenti successivi hanno individuato altre due figure fondamentali per l’organizzazione, fra cui Stambali, considerato particolarmente attivo anche vicino alla questura, capace di cedere fino a 100 grammi di cocaina a settimana. —
T.S.
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