Il sindaco Marconi e l’abbraccio ai deportati
CRACOVIA. Venerdì scorso il Krematorium 4, l’ex camera a gas con forno crematorio distrutta dalla ribellione dei prigionieri, ha potuto ascoltare anche una storia arrivata dal nostro Appennino da cui provenivano due pullman di studenti del Cattaneo-Dall’Aglio (la settimana prima era stato il turno del Mandela). La vicenda, raccontata da Matthias Durchfeld di Istoreco, ha come protagonista il medico partigiano Pasquale Marconi, nel 1943 sindaco di Castelnovo Monti quando arriva l’ordine di catturare tutti gli ebrei stranieri internati nel reggiano, fra cui alcune famiglie arrivate a Castelnovo dalla Libia. Da Reggio salgono i soldati a prelevarli, ma Marconi, furibondo, scende dal municipio, discute con il comandante e, ultimo gesto di solidarietà, abbraccia uno a uno i deportati. —
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