Incastrato dalle fototrappole il ladro di tartufi è un 60enne
Esasperata dai continui prelievi, la proprietaria ha installato le telecamere Il responsabile delle incursioni denunciato per furto e per i danni al terreno
BAISO. Potrebbe venire la tentazione di derubricarla a notizia folcloristica, ma con la quotazione di questo tubero che, anche se più bassa di un anno fa, si aggira tranquillamente tra i 2.000 e i 2.500 euro al chilo, alzandosi per le pezzature più grandi, il furto di tartufi bianchi dal terreno della proprietaria di un appezzamento di terra a Levizzano assume il contorno di un reato piuttosto serio. E infatti il pensionato individuato come autore del “prelievo” è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Baiso per furto aggravato.
Curioso, ma sicuramente interessante, anche il modo in cui i militari sono riusciti a individuarlo, grazie all’iniziativa della vittima: ha infatti utilizzato alcune “fototrappole” per sorvegliare il suo appezzamento.
Le fototrappole sono piccoli apparecchi fotografici a batteria che si attivano grazie agli infrarossi in caso di movimento, e possono scattare foto o realizzare filmati. Vengono utilizzate soprattutto per scopi naturalistici, in quanto sono in grado di riprendere il passaggio di animali selvatici anche di notte senza spaventarli, ma il loro uso si sta sempre più diffondendo anche come sistema di sicurezza.
Proprio qualche animale che si introduceva nell’appezzamento, scavalcando e danneggiando la recinzione, era convinta di riprendere la 48enne reggiana, esasperata per i danni al suo terreno, che evidenziava un passaggio frequente e lo scavo di buche.
Invece, ad essere immortalato è stato un uomo, ripreso mentre si introduceva all’interno della tartufaia, durante le prime ore del pomeriggio, armato di vanghetto e con cane al seguito. La donna, con le riprese effettuate, è andata dai carabinieri di Baiso formalizzando la denuncia per danneggiamento e furto.
Il sopralluogo dei militari ha consentito di accertare che dalle buche scavate nella tartufaia erano stati sottratti almeno una decina di tartufi bianchi di qualità pregevole, per un valore stimato dalla donna in circa 3.000 euro.
Grazie alle immagini, i carabinieri hanno individuato l’intruso: un pensionato 60enne reggiano, ora denunciato per il reato di furto aggravato e danneggiamento.
Sulla vicenda sono in corso ulteriori accertamenti per valutare se l’uomo sia l’autore anche di altre intrusioni nella tartufaia, o se queste possano essere imputate ad altre persone che conoscevano il posto e i suoi tesori.
In Appennino c’è un fiorente mercato di tartufo bianco (anche se è molto più diffuso quello nero), alimentato da tanti appassionati ricercatori “regolari”. Tartufo che – anche se non pregiato come quello di Alba, rinomato in tutto il mondo – è comunque di buona qualità. —
L.T.
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