Pensare Corso Garibaldi come fosse un boulevard riservato solo ai pedoni
Fra arte, cultura e attività commerciali, è una delle zone di maggior attrazione Ecco allora la nostra proposta suggestiva: chiudere al traffico l’intero percorso
Perché non fare di Corso Garibaldi un boulevard alla francese interamente pedonale, circondato da locali, attrazioni turistiche e culturali, distese, popolato da manifestazioni e mercatini tipici. È questa l’idea, la provocazione, lanciata oggi alla città dalla Gazzetta di Reggio. Una suggestione che in realtà prende spunto da diversi elementi concreti – estremizzandoli – e dalla storia che ha accompagnato nei secoli quella strada, un tempo antico alveo del torrente Crostolo.
i cantieri
In primo luogo i cantieri che coinvolgono le due piazze Roversi e Gioberti, i due punti che delimitano il perimetro centrale del viale. Lavori che si avviano verso la conclusione e che, non a caso, sono stati finanziati con i fondi del progetto “Ducato Estense”.
È dunque anche nelle intenzioni dell’amministrazione rendere quel percorso più simile a una passeggiata che a una strada di attraversamento, trasformando i due svincoli in luoghi di aggregazione e ritrovo. Perché allora non fare un passo in più, rendendo quel tragitto completamente pedonale, compiendo un’operazione che avrebbe senza dubbio meno impatto sui residenti e sul traffico rispetto, per esempio, alla “pilomattizzazione” delle vie Emilia San Pietro ed Emilia Santo Stefano?
la ghiara
In Corso Garibaldi, tra l’altro, esistono già numerosi punti di interesse, attrazioni culturali fra le più importanti di tutta Reggio Emilia. È qui che, il 29 aprile del 1596, davanti a un’immagine della Madonna, avvenne il miracolo di Marchino, giovane sordomuto che riacquistò la parola.
La risonanza del fatto provocò, neanche un anno dopo, l’inizio della costruzione del Santuario della Basilica della Ghiara, tempio mariano fra i più noti in Italia. La presenza della basilica ha reso Corso Garibaldi – noto in precedenza come Corso della Ghiara, dal fondo ghiaioso lasciato dalla presenza del torrente – uno dei percorsi più animati e frequentati della città. Oltre l’istituzione della Giarèda, che ricorre ancora oggi la prima settimana di settembre, qui si correva il Palio di San Prospero e la Quintana, sfilavano processioni religiose e si allestivano speciali apparati scenografici.
i luoghi di interesse
Ma Corso Garibaldi non si esaurisce solo con la basilica. Proprio davanti alla Ghiara, iniziò, nel 1784, la costruzione del palazzo del Governatore, terminato nel 1839 e oggi sede della Prefettura e della Provincia.
Al civico 29 vi è poi Palazzo Magnani, così chiamato dal nome dell’ultimo proprietario, il musicologo e collezionista Luigi Magnani. Il palazzo è oggi sede di attività espositive, spesso di caratura internazionale, e ha origini molto antiche: già nel 1608 era della famiglia Becchi ma il Giano bifronte in marmo, all’angolo con via Vicedomini, porta la data 1576.
A pochi metri dal viale, percorrendo pochi passi lungo via Guido da Castello, sulla destra al civico 21 si trova la casa realizzata agli inizi dell’Ottocento dal noto architetto-scenografo Giovanni Paglia e caratterizzata dal balcone con ai lati delle colonne. Ma i tesori custoditi da Corso Garibaldi non sono finiti qui. All’angolo con via Farini si trova infatti palazzo Panciroli Trivelli, dove dormì Napoleone durante una sua visita in città.
Da piazza Gioberti si è arrivati infine a piazza Roversi, su cui domina l’oratorio del Santissimo Crocifisso progettato da Giambattista Cattani nel 1761 e, a destra della chiesa, palazzo Rangoni.
il commercio
Attorno a tutte queste eccellenze culturali e architettoniche di Reggio Emilia – talvolta sconosciute agli stessi reggiani – si sono sviluppati soprattutto negli ultimi anni attività, locali, bar, ristoranti e sopravvivono, ancora oggi, botteghe e piccoli commercianti che fanno la fortuna di Corso Garibaldi, contribuendo a popolare il viale non solo durante le manifestazioni. Sarebbero loro, probabilmente, i primi a beneficiare di una pedonalizzazione totale della strada. —
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