Gazzetta di Reggio

Reggio

brescello 

Silva e Ungaro: «L’8 marzo noi ci saremo»

C.O.
Silva e Ungaro: «L’8 marzo noi ci saremo»

Agende Rosse ai ferri corti con il Comune per la serata antimafia che la sindaca Benassi non vuole autorizzare

3 MINUTI DI LETTURA





brescello. «Ma davvero qualcuno ipotizza che io possa, come rappresentante di Agende Rosse, mandare all’aria una serata di approfondimenti antimafia per la quale ho già ottenuto il via libera dal Comune e pagato 25 euro per l’affitto della sala? Nemmeno per idea». Catia Silva, ex camicia verde leghista, rappresentante per Brescello dell’associazione fondata da Salvatore Borsellino, non può essere più chiara di così. L’8 marzo, assieme alle relatrici della serata “Donne contro la mafia”, Fiorenza Brioni, ex sindaca di Mantova, e Cinzia Franchini, ex presidente Fita Cna, sarà davanti all’ingresso della sala Zatti – proprietà del Comune – pronta a entrare. Il fatto è che ci sarà anche l’ospite d’onore, Donato Ungaro, ex vigile urbano, tra i primi a segnalare che qualcosa, a Brescello e in Comune, proprio non andava. Venne licenziato in tronco all’epoca in cui a governare l’istituzione c’era il sindaco Ermes Coffrini. Poco dopo scoppiò lo scandalo delle infiltrazioni ’ndraghetiste, ma questa è un’altra storia. «Certo che parteciperò alla serata – dice Ungaro – ci mancherebbe altro». E dunque si prospetta una situazione quantomeno imbarazzante per la sindaca Elena Benassi (ieri cercata, non solo telefonicamente, ma non ha dato segnali) che, con una lettera fatta recapitare a Catia Silva il primo marzo, ha minacciato di far «riconsiderare alla giunta la richiesta di concessione della sala». Cosa non sia andato a genio alla sindaca, non è facile da capire. Nella lettera, nella quale vengono date 48 ore a Silva (scadono oggi) per spiegare «le modalità esatte dello svolgimento della serata», si afferma: «Avuta notizia da internet del contenuto della serata, si è configurata un’iniziativa non coerente con quella genericamente richiesta».

«Baggianate – taglia corto Catia Silva –. L’annuncio della serata gira in internet dal 23 gennaio scorso e c’è scritto tutto. Abbiamo seguito le procedure per l’affitto della sala del Comune, presentando richiesta il 19 gennaio. Dovevamo attendere un mese per il silenzio assenso. È passato e non abbiamo ricevuto nulla, quindi la richiesta è stata accolta. Stop. Di sicuro non devo spiegazioni a nessuno. Le ho date solo ai legali di Agende Rosse: ci penseranno loro a verificare se questi atteggiamenti possano avere risvolti penali». Vicenda scivolosa, nella quale i ben informati sono convinti che a far saltare sulla sedia gli amministratori sia stata la presenza di Ungaro, che dovrà essere intervistato dalle tre donne protagonista della serata, ovviamente su temi antimafia. L’ex vigile, in causa col Comune da lunga data e vincitore del contenzioso per ingiusto licenziamento per una cifra pari a 149.000 euro, pare non sia amato. Lo sa bene Libera, che non è riuscita a organizzare una serata antimafia a Brescello con l’ex vigile lo scorso novembre e ha dovuto spostarsi a San Prospero di Reggio Emilia. Il patrocino del Comune capoluogo in quel caso è arrivato. —

C.O.

BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google