Per la sala negata l’affondo dei 5 Stelle e di Forza Italia
Brescello, dopo la richiesta di chiarimenti della sindaca Benassi alle Agende Rosse
la polemica
Un’interrogazione in Regione di Forza Italia e una dura presa di posizione del Movimento 5 Stelle. Sono solo le prime reazioni al rischio-censura della serata organizzata dalle Agende Rosse per l’8 marzo, nella sala Zatti, di proprietà comunale.
La vicenda è nota: la sindaca Elena Benassi ha chiesto approfondimenti sulla gestione della serata alla quale parteciperanno Catia Silva, la responsabile brescellese dell’associazione fondata da Salvatore Borsellino, Fiorenza Brioni, ex sindaca di Mantova, e Cinzia Franchini, quando ha visto su internet – così ha scritto – che alla serata avrebbe partecipato anche l’ex vigile urbano Donato Ungaro, licenziato in tronco quando era sindaco Ermes Coffrini. Ungaro ha vinto un contenzioso con il Comune per 140.000 euro.
Netta la posizione del Movimento 5 Stelle: «Brescello vuole affrancarsi dalle ombre del passato? Il sindaco Elena Benassi conceda la sala per l’8 marzo al whistleblower Donato Ungaro e alle Agende Rosse», scrivono in una nota le parlamentari M5S Maria Laura Mantovani e Stefania Ascari.
«Ci schieriamo a fianco delle Agende Rosse – spiegano Mantovani e Ascari – e anche di Donato Ungaro, ex vigile urbano che ha segnalato il malaffare a Brescello nel 2001, 14 anni prima dell’operazione Aemilia. L’incontro “‘Donne contro la mafia” andrebbe non soltanto autorizzato al netto degli ostacoli burocratici addotti dall’amministrazione, ma promosso su tutti i canali per mostrare che Brescello può essere ben altro dal Comune sciolto per mafia». Mantovani interviene in qualità di prima firmataria di un’interrogazione per la tutela di Ungaro, Ascari di componente della Commissione Antimafia. «Da donne e da rappresentanti delle istituzioni condanniamo la lettera con cui il sindaco ha chiesto di “riconsiderare alla giunta la richiesta di concessione della sala” – concludono le parlamentari M5S – e auspichiamo anzi che Benassi riconsideri il suo intervento nel suo ruolo di sindaco di una comunità. È fondamentale che l’incontro si tenga, perché i cittadini brescellesi possano affrontare temi fondamentali per il futuro della comunità locale e nazionale: il contrasto alla mafia e il rispetto della legalità».
Non meno esplicita l’interrogazione del capogruppo di Forza Italia in Regione Andrea Galli: «Chiedo alla giunta regionale, vista la delicatezza dell’argomento e il luogo-simbolo di Brescello, di fare piena luce sull’accaduto», e «in particolare all’assessore alle politiche per la legalità Mezzetti come valuti la lettera del sindaco Benassi nei contenuti e nei toni, e se non crede sia necessario stigmatizzare un ultimatum di questo tipo, a fronte di una iniziativa antimafia dall’indubbio valore. Inoltre chiedo alla Regione guidata dal presidente Stefano Bonaccini se risponda al vero che già a novembre 2018 il Comune di Brescello negò a Libera la possibilità di organizzare un evento simile con lo stesso Ungaro». «Occorre davvero – conclude il consigliere – fare piena luce sui motivi di questo diniego per rassicurare i cittadini di Brescello, primo Comune emiliano sciolto per mafia, e tutti i cittadini emiliani». —
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google