Sotto processo per stalking minaccia di darsi fuoco
Un tunisino prima incendia alcune coperte, poi si cosparge il corpo di benzina. Per quasi tre ore tiene con il fiato sospeso vigili del fuoco e inquilini del palazzo
ROLO. Un tunisino di 54 anni, Bechir Kochtbene, residente in via Alessandro Volta 51, ha dato in escandescenze minacciando di darsi fuoco dopo essersi cosparso di benzina. L’uomo, già accusato di stalking e maltrattamenti nei confronti della moglie, era agli arresti domiciliari e proprio oggi deve presentarsi in tribunale a Reggio per rispondere davanti al giudice di una ulteriore accusa: quella di non aver rispettato il provvedimento restrittivo che gli imponeva di stare ad una certa distanza dall’ex moglie. La donna, nel frattempo, ha chiesto la separazione che il tunisino, però, non ha mai voluto accettare..
Urla e minacce
Così dalle 9 di ieri mattina, tra urla e minacce, Bechir Kochtbene ha minacciato di darsi fuoco, tenendo col fiato sospeso vigili del fuoco, carabinieri, operatori sanitari e alcuni residenti del palazzo per quasi tre ore. Poi si è arreso. È scattato così il provvedimento del trattamento sanitario obbligatorio, in conseguenza del quale l’uomo è stato ospitato in una struttura a Fabbrico. Il tunisino, in regola con i documenti e già cittadino italiano, per dimostrare le sue intenzioni autolesioniste ha bruciato alcune coperte che erano sul balcone. Il materiale in poliestere con cui erano confezionate le coperte ha provocato solo un acre odore di fumo.
Le trattative
A nulla sono servite le trattative con forze dell’ordine, vigili del fuoco e soccorritori. Anche il sindaco Fabrizio Allegretti, che conosce molto bene il tunisino, assistito dai servizi sociali del Comune di Rolo, ha provato a dialogare con lui, ma ha dovuto desistere perché l’uomo ha preso a male parole il primo cittadino, che per evitare ulteriori tensioni ha preferito defilarsi.
Chi è
Bechir Kochtbene per diversi anni ha svolto un regolare lavoro e aspettava di andare in pensione. La data, per lui, sembrava vicina, ma le normative in termini di pensionamento hanno spostato in avanti di qualche anno il ritiro dal lavoro. Disoccupato, ha cercato di fare lavoretti in una isola ecologica, ma i soldi non bastavano a mantenere la famiglia. La moglie, occupata in un maglificio, evidentemente si è stancata delle angherie dell’uomo e ha chiesto la separazione. Bechir Kochtbene non ha mai accettato la decisione della moglie e ha iniziato a perseguitarla, a casa e davanti all’azienda dove lavorava. Così, dopo l’ennesimo maltrattamento, la donna lo ha denunciato. Il giudice ha imposto al tunisino un provvedimento restrittivo che però non ha rispettato. Da qui gli arresti domiciliari. Ieri mattina, non vedendo soluzioni, l’uomo ha deciso dare in escadescenze minacciando di trasformarsi in una torcia umana. Forse un tentativo disperato di evitare guai giudiziari. —
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