«Concediamo la sala comunale è assurdo parlare di censura»
La sindaca chiarisce la posizione del Comune nella querelle con le Agende Rosse Il gruppo di discontinuità entra nella polemica: «Lettera arrogante e superficiale»
Continua a far discutere il caso legato al dibattito in programma l’8 marzo, sul quale è nata una querelle tra il Comune e Agende Rosse, il movimento promotore della serata, relativa alla partecipazione di Donato Ungaro, l’ex vigile che ha in corso una causa con il Comune stesso legata al proprio licenziamento.
Dopo la lettera inviata dal Comune a Catia Silva, sono scadute ieri (la domenica non si conta) le 48 ore entro le quali gli organizzatori avrebbero dovuto inviare i chiarimenti richiesti. Catia Silva rimane sulla propria posizione e ribadisce che non invierà nessun altro scritto al Comune e che i relatori si presenteranno regolarmente venerdì in sala Zatti.
il sindaco
Il sindaco Elena Benassi spiega la posizione del Comune e sottolinea che la serata si terrà regolarmente. «Contrariamente a quanto richiesto – spiega il sindaco – Agende Rosse e Catia Silva non hanno risposto alla lettera del Comune ma hanno preferito strumentalizzare e fare della polemica attraverso i giornali a fronte di una nostra richiesta legittima, in quanto non era stata ravvisata coerenza tra la domanda presentata, nella quale si parla genericamente del dibattito dal titolo “Donne contro le mafie”, e la locandina dell’evento, nella quale è esplicitata l’intervista a Donato Ungaro. Il Comune non censura nulla, chiedeva soltanto un chiarimento che non è arrivato. Ne prendiamo atto».
In vista del dibattito di venerdì, c’è da aspettarsi ulteriore benzina sul fuoco? È la stessa Benassi a spiegare che la sala sarà regolarmente concessa.
«La sala non verrà chiusa – sottolinea il primo cittadino – la richiesta è stata presa in considerazione per come è arrivata e auspichiamo che gli organizzatori si attengano al titolo dell’evento. Non ha senso parlare di censura da parte del Comune di Brescello, volevamo soltanto accertarci dei temi della serata in quanto con Ungaro è in essere una situazione delicata, ci si parla per avvocati e come ente volevamo soltanto avere dei chiarimenti, la disponibilità della sala non è mai stata in discussione».
la difes
Sulla vicenda interviene anche il Gruppo di discontinuità, che prende le difese degli organizzatori dell’evento.
«La lettera perentoria inviata a Catia Silva – si legge nella nota – è veramente preoccupante perché dimostra la superficialità e l’arroganza di questa sindaca, talmente prevenuta nei confronti di chi si è schierato contro la sua amministrazione, in questo caso di Catia Silva, da confondere la richiesta di una sala civica da parte di “Donne contro la mafia” per una serata dedicata alla giornata internazionale della donna, perché coincidente con l’8 marzo, anche se non dichiarato dagli organizzatori dell’evento. Ma soprattutto è inquietante il pensiero di questa sindaca, che, pur di ostacolare Catia Silva e la presenza di Donato Ungaro, in occasione della manifestazione di “Donne contro la mafia”, non esita ad inviare una lettera che ha caratteristiche censorie e impositive tipiche delle peggiori dittature. Cosa teme che possa dire Donato Ungaro? Ci auguriamo che anche i componenti della Commissione della legalità di Brescello prendano pubblicamente posizione contro il comportamento della sindaca». —
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