Corso Garibaldi totalmente pedonale, l’idea piace ai giovani e agli “umarell”
La suggestione di pedonalizzare il viale trova l’approvazione dei passanti, ma fra i commercianti c’è qualche dubbioso
REGGIO EMILIA. Che sia effetto dei cantieri sulle due piazze che riducono il passaggio delle auto o del tepore primaverile che da qualche giorno sta permeando Reggio Emilia, a passeggiare lungo Corso Garibaldi si ha la sensazione di un viale vissuto dai reggiani, florido di attività commerciali, botteghe e uffici fondamentali per il funzionamento della macchina amministrativa dell’intera provincia.
Se piazza Prampolini, circondata da edifici quali il duomo e il municipio, è la testa della città, il serpentone che si snoda da piazza Gioberti a piazza Roversi può considerarsi senza dubbio il suo cuore, alimentato da quella lunga aorta che è la via Emilia.
È in questo senso che si inserisce la suggestione proposta dalla Gazzetta di Reggio di pedonalizzare l’intero percorso, una provocazione che pone l’accento su una serie di questioni dirimenti per la vitalità del centro storico: su che tipo di mobilità si vuole puntare nei prossimi anni? Come dare nuovo ossigeno a quartieri un tempo molto frequentati e ora, talvolta, in affanno? Come conciliare le necessità del commercio con quelle di una città sostenibile e sempre più verde?
Chiudere Corso Garibaldi alle auto per aprirlo a passeggiate e distese, potrebbe essere una delle risposte. Così mentre online proseguono i dibattiti e le votazioni al nostro sondaggio ed è arrivato il primo parere favorevole di un architetto reggiano, Paolo Bedogni, ieri mattina siamo andati a intervistare chi quel viale lo vive tutti i giorni, o perché ci lavora o perché ci vive. E, a livello statistico, il dato che è emerso è che la maggioranza delle persone sentite sono d’accordo, in linea di massima, con la proposta. Anche se, com’è ovvio, qualche dubbio rimane.
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I primi ai quali piace l’idea sono gli “umarell” reggiani, abituati a passeggiare a piedi per il centro storico. Fra questi Domenico Campani che, al bar con gli amici davanti al cantiere di piazza Gioberti, spiega, sorridente: «Io sono uno che gira a piedi di conseguenza mi sta bene, e poi è sempre bello vedere solamente i pedoni».
Ma a piedi non vanno solo gli anziani: «Secondo me dovrebbero fare la pedonalizzazione perchè io sono abituata a girare sempre a piedi – racconta la giovanissima Sara Pajo – e mi piacerebbe vedere il viale sempre pieno di persone senza le macchine. Anche perchè lo smog fa male, soprattutto per i bimbi che lo respirano. Le piazze? Le ho viste e secondo me fanno proprio bene a riqualificarle». Sensibile alla tematica dell’inquinamento anche Chiara Pedrazzoli, residente in Corso Garibaldi: «Vado sempre a lavoro in bici e l’aria è irrespirabile, sarebbe ora di darci un taglio a tutto questo smog». Una proposta «positiva», infine, anche per l’insegnante in pensione Roberta Medici; «Sarebbe bello avere in città un viale in cui passeggiare senza le auto».
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Pedonalizzare il viale è una suggestione radicale e, com’è normale, incontra anche qualche apertura più mite, soprattutto fra i commercianti. Fra i dubbiosi vi è Angelo Principe del ristorante Taglierè, che spiega: «Può essere una cosa positiva come negativa. Questa è sempre stata forse l’unica strada del centro dove le persone accedono senza bisogno del permesso per la zona ztl. E forse pedonalizzarla potrebbe essere un po’ eccessivo».
Per Renza Zini invece, titolare della gelateria Kairòs, «avere più passeggio potrebbe essere positivo per il mio tipo di attività, ci sarebbe più lavoro. Però conosco altri esercenti che invece dicodi no, se non passano le auto e non arrivano gli autobus non hanno clienti che vengono a fare la spesa. E poi per creare del passeggio devi creare qualcosa da andare a vedere, cosa vengono a vedere qui? Secondo me cambierebbe poco se non ci sono vetrine o grossi marchi come in tutte le città dove hai il viale importante. Come a Bologna ad esempio, dove se vai in viale Indipendenza hai tutti negozi e la gente va a vedere le vetrine. Chi viene per i palazzi e per l’arte o le mostre, inoltre, viene lo stesso a prescindere, tanto i parcheggi qui sono già pochi e a pagamento».
Rendere vivo il viale è un punto imprescindibile anche per Barbara Delmonte del bar “La Giareda”: «Se faranno dei mercatini o degli eventi per aumentare il flusso delle persone potrebbe essere una cosa positiva, altrimenti penalizzerà tutti i commercianti della zona e in questo caso non siamo favorevoli».
Qualcuno, infine, è nettamente sfavorevole. Fra questi Chiara Carretti, che racconta: «Sono contraria, ovvio che sarebbe un incentivo in più per i pedoni però credo ormai siamo abituati così e consentire un passaggio all’interno della città sia comodo».
Curiosamente poi la proposta non piace nemmeno ai Servi di Maria, i frati che custodiscono la basilica della Chiara: «Noi vediamo questa idea con scarso interesse – spiega il priore provinciale e conventuale, padre Cesare Antonelli – restringere troppo la viabilità non mi sembra una cosa buona. E ad esempio per noi frati della Ghiara sarebbe una difficoltà non permettere il passaggio alla gente che vuole venire a visitarci in macchina».
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