Folla e commozione per l’addio a Papo Gli amici: «Era una persona eccezionale»
Ieri pomeriggio l’addio al saltatore con l’asta Gian Paolo Bolondi, morto giovedì scorso in un incidente stradale
NOVELLARA. Una comunità intera commossa si è raccolta in preghiera, ieri, per dare l’ultimo saluto al 49enne Gian Paolo Bolondi, campione di atletica deceduto a seguito di un incidente in moto avvenuto giovedì 28 febbraio sulla provinciale Nord. La cerimonia religiosa, presieduta dal parroco don Giordano Goccini è iniziata attorno alle 15.
Il “Papo” – con questo soprannome era conosciuto da tutti – la domenica precedente ad Ancora era diventato campione italiano di salto con l’asta nella categoria Master.
La salma del 49enne è arrivata puntuale nella parrocchia di Santo Stefano a Novellara, proveniente dalla camera ardente allestita al cimitero comunale di Novellara.
Ad attenderla c’erano centinaia di persone che, una volta gremita la chiesa, hanno atteso fuori dalla piazza per dare, tutti insieme, l’ultimo saluto al grande campione. All’entrata in chiesa del feretro, un gruppo di amici del “Papo” ha dato di gas con le moto, omaggiandolo proprio con quella che era una delle sue passioni. Alla cerimonia religiosa, infatti, tra gli altri, hanno preso parte proprio gli “Svalvolvati” un motoclub fondato da Bolondi nel lontano 2002 e del quale è stato presidente per otto anni.
Con il suo club, Papo, viaggiava l’Italia e l’Europa con la moto. Di moto, Bolondi, ne possedeva diverse e quando non trovava compagni di viaggio partiva da solo, perché – come lo vogliano ricordare i suoi amici Svalvolvolati – «lui era un lupo solitario».
Oltre agli Svalvolati, ad omaggiare Papo c’erano anche altri amici rappresentanti delle più grandi passioni di Bolondi, oltre a quella delle due ruote: il salto con l’asta e la “sua” squadra di calcio: la Reggiana.
Al funerale, infatti, erano presenti il Gruppo Vandelli che, anche in occasione dell’ultima partita della Reggio Audace, ha reso omaggio a «quel ragazzo straordinario» che era, appunto, il 49enne.
Ad omaggiarlo, inoltre, sono stati anche gli amici, compagni e atleti del salto con l’asta che, assieme a Bolondi, hanno vinto grandi sfida e in quel terribile incidente hanno perso una «buonissima persona e un atleta eccezionale».
La piazza e la chiesa gremita per omaggiarlo e dargli l’ultimo saluto sono soltanto delle piccole testimonianze di tutto l’affetto e della grande commozione suscitata dalla tragedia stradale. Nonostante il giorno lavorativo, tantissimi amici, parenti, conoscenti si sono radunati a Novellara per stringersi intorno alla famiglia, in particolare il padre Giovanni, la mamma Riccarda e la sorella Silvia. La famiglia ha chiesto di devolvere eventuali offerte alla Casa della Carità di Novellara. —
Luca Giuseppe Murrone
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