Gazzetta di Reggio

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sicurezza nei quartieri 

Nuovi occhi elettronici puntati su Canali «Così potremo dormire sonni tranquilli»

Ambra Prati

La prima tranche del progetto interessa anche Fogliano e Due Maestà. Le supertelecamere attive entro la fine del mese

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«Le nuove telecamere consentiranno di chiudere e coprire gli accessi a Canali, innalzando la soglia di sicurezza. Anzi ne vorremmo di più».

Adler Landini, 74 anni, coordinatore del gruppo di vicinato di Canali – che conta un’ottantina di iscritti e si aggiunge agli altri 17 gruppi attivi per 1.200 aderenti, con altri tre che stanno nascendo a Gardenia-Mirabello, Ospizio e Rosta Nuova – ci porta nei punti in cui saranno installati i varchi del maxi-progetto di videosorveglianza del Comune di Reggio, con l’obiettivo di blindare, da qui al 2021, ciascuna delle 53 frazioni cittadine.

Se in città gli occhi elettronici sono una realtà consolidata, la vera rivoluzione di questa partita è infatti costituita dai piccoli abitati a ridosso del capoluogo, spesso deserti di notte e trascurati in passato. Nella prima tranche del progetto si partirà con il trittico Canali, Fogliano e Due Maestà: il cantiere è attualmente in corso a Canali (già dotata della fibra ottica necessaria), mentre si stanno posando le tubature nei tratti di Fogliano. L’inaugurazione delle supertelecamere, per questi agglomerati periferici apripista, è prevista a fine mese.

IL QUARTIERE

La manciata di case e stradine di campagna di Canali conta residenti eccellenti: in via San Marco abita James Longagnani, fondatore della catena di parrucchieri, in centro l’imprenditore Stefano Landi e l’ex sindaco e ministro Graziano Delrio. «Questo è sempre stato un quartiere “in”, ma chiuso e isolato: non solo nei confronti della città, ma anche chiuso al suo interno, senza dialogo – dichiara Landini, ex dirigente Ccfs e impegnato in Apro Onlus – Noi volontari abbiamo cercato di riattivare i rapporti di comunità: la sicurezza si inserisce in un quadro più ricco».

I PUNTI

Sono cinque le telecamere concordate per Canali. Di queste quattro sono Ocr, occhi elettronici di ultima generazione che leggono le targhe, verificano in automatico nelle banche dati delle forze dell’ordine e segnalano alle forze dell’ordine, ad esempio, il passaggio di un veicolo rubato o ricercato. A Canali le Ocr saranno posizionate a “T”: la prima nel punto nevralgico della rotatoria tra via Tassoni, via San Marco e la tangenziale; la seconda al distributore Agip su via Tassoni, per gli arrivi da Reggio; la terza, percorrendo via San Marco verso Fogliano, nel punto in cui la strada prende il nome di via Casello Veneri e interseca via Settembrini sui due lati (in direzione Buco del Signore e in direzione Albinea); la quarta, verso Albinea, in via del Buracchione, all’incrocio con via Molière e via Cavalier Lauro Ferrarini (sede della Ferrarini Spa). La quinta telecamera, che invece sarà di contesto (cioè riprenderà non le targhe bensì le persone che frequentano quel luogo), spunterà nel parco “La Pira”, a tutela dell’area verde e delle scuole elementari e materne che si trovano di fronte. «Questi sono i luoghi concordati finora, in più faremo sopralluoghi insieme alla polizia municipale. Noi, come gruppo di vicinato, abbiamo proposto altri due dispositivi di contesto, suggerendo il centro di Canali (il cosiddetto “castello”) e via Hugo, per il via e vai al circolo tennis – commenta Landini – Siamo consapevoli che con i punti nevralgici avremo già una buona copertura e che, secondo il piano dell’amministrazione, si dovrà passare alle altre frazioni. Ma per il futuro, a perfezionamento della videosorveglianza, questa è la nostra proposta; siamo disposti anche a metterci fondi».

TELECAMERA MON AMOUR

La videosorveglianza, dunque, piace talmente tanto ai reggiani che aprirebbero il portafoglio. «Gli occhi elettronici danno sicurezza. In passato qui a Canali si sono verificati furti nei negozi e perfino una rapina con sequestro in casa (il 4 aprile 2018, in via San Marco, ndr): con i filmati i responsabili sarebbero stati scoperti. Non si sfugge alla tecnologia – spiega Landini – Certo siamo consapevoli che non basta, anche perché i criminali affinano le tecniche. Perciò il gruppo lavora su altri fronti in contemporanea: incontri anti-truffa, un agente della polizia municipale referente che ci consiglia e indirizza, tanto volontariato. Gli occhi migliori sono quelli del tuo vicino di casa. Qui un tempo eravamo isolati: ora va meglio, dopo le nostre segnalazioni le pattuglie passano».

E del resto «se gli Ocr serviranno per la sicurezza, le telecamere di contesto saranno utili a 360 gradi: dall’incidente stradale ai vandalismi, dai ragazzini ai maleducati che abbandonano rifiuti nel parco. Forse – conclude il coordinatore – l’italiano si deve sentire controllato per comportarsi bene». —



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