Pugni e sputi in casa al fratello poi aggredisce i carabinieri
Paura in un condominio per un 28enne che perde la testa al culmine di una lite In tribunale si giustifica: «Ho bevuto troppo». Ora ha l’obbligo di firma in caserma
GUALTIERI. Sono stati momenti altamente concitati quelli verificatisi sabato sera in un’abitazione di Santa Vittoria, frazione di Gualtieri.
Da una parte il 28enne Giacinto Sergio Maria Villano che inspiegabilmente ha incominciato ad andare in escandescenza urlando e aggredendo il fratello maggiore fatto oggetto di sputi, pugni e minacce. Dall’altra lo stesso fratello che ha cercato di difendersi dall’ennesima lite, richiedendo l’intervento dei carabinieri per evitare che la situazione potesse degenerare.
ARRIVANO I CARABINIERI
I terzi “attori” di questa vicenda sono stati appunto i carabinieri, in forza al nucleo radiomobile della compagnia di Guastalla, che hanno dovuto contenere la furia del 28enne, andato ulteriormente in escandescenza nonostante la presenza dei militari dell’Arma.
I fatti sono culminati con l’arresto dell’esagitato, un disoccupato d’origine palermitana, chiamato a rispondere del reato di resistenza a pubblico ufficiale.
Una vicenda che si è sviluppata in due momenti. Il primo quando il 28enne senza alcun apparente motivo ha aggredito il fratello 37enne, sputandogli in faccia e colpendolo con dei pugni.
Il secondo momento poco dopo, quando una pattuglia del nucleo radiomobile della compagnia di Guastalla, su richiesta dello stesso 37enne preoccupato che la situazione potesse degenerare, è intervenuta nei pressi dell’abitazione dei due. L’arrivo dei militari non ha ricondotto alla ragione Giacinto che ha opposto resistenza ai controlli scagliandosi contro i carabinieri, oggetto di offese e ripetuti spintoni. Seppur a fatica gli operanti sono riusciti ad aver la meglio sull’esagitato che, bloccato, è stato condotto in caserma.
«AVEVO BEVUTO TROPPO»
Una lite in famiglia, con sangue e bottiglie rotte nel soggiorno come hanno ricostruito ieri mattina – in tribunale a Reggio Emilia – i carabinieri intervenuti, ripetutamente presi a male parole e con di fronte una persona che non aveva nessuna intenzione di calmarsi. Disperati il fratello e la madre che hanno seguito l’udienza. «Avevo bevuto parecchio – dice subito l’arrestato – e ricordo solo un battibecco con mio fratello. Non so se sono stato io ad accendere il fiammifero di questo litigio. Ho litigato altre volte con mio fratello». Pian piano esce una storia umanamente difficile: il tentativo di uscire da tunnel ben conosciuti dal Sert, il lavoro che non riesce a trovare. L’avvocato difensore Maria Rosaria Valenti si oppone alla misura restrittiva (l’obbligo di firma, richiesto dalla Procura)sottolineando che si tratta di un incensurato e di un episodio occasionale. Non è di questo parere il giudice Antonella Garcea che applica l’obbligo di firma. Il 28enne sarà processato il 28 marzo.
T.S.
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