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Spray urticante in discoteca, in arrivo a Reggio un protocollo sulla sicurezza

Al lavoro Questura e Prefettura per un patto d’intesa ad hoc. Coinvolte anche le organizzazioni dei gestori di locali notturni


05 marzo 2019 Evaristo Sparvieri


REGGIO EMILIA. Un momento di svolta si è registrato a partire dal gennaio scorso, quando si è cominciato ad affrontare l’argomento in maniera decisa e puntuale. Seduti attorno al tavolo Prefettura, Questura e associazioni dei gestori di locali da ballo, impegnati a remare tutti nella stessa direzione, in nome di una maggiore sicurezza.

Un protocollo d’intesa locale in materia di sicurezza nelle discoteche e nei locali da ballo. È questo il progetto sul quale ormai da un paio di mesi sono impegnate le istituzioni e le organizzazioni di categoria reggiane, declinando così a livello provinciale alcune linee guida nazionali che già hanno trovato applicazione nei locali reggiani.

È quanto ad esempio avvenuto anche sabato sera all’Italghisa, dove il personale della Squadra Volanti è stato allertato dagli addetti privati alla sicurezza dopo aver colto all’ingresso del locale un minorenne con in mano una bomboletta di spray urticante, fermandolo prima che potesse utilizzarla. Il minorenne, dopo l’identificazione, è stato denunciato per porto abusivo di arma e affidato a una struttura per minori. La bomboletta, invece, è stata posta sotto sequestro.

Un’azione sinergica fra operatori privati alla sicurezza da una parte, il cui ruolo è stato riformato e professionalizzato sin dal decreto Maroni, e forze dell’ordine dall’altra, in nome della sicurezza dei gestori e, soprattutto, degli avventori dei locali notturni. Non solo per evitare episodi come la tragedia di Corinaldo, in provincia di Ancona, dove in occasione del concerto di Sfera Ebbasta la sera tra il 7 e l’8 dicembre sono morte nella calca sei persone che attendevano il dj set del cantante.

Ma anche per evitare episodi di microcriminalità, come ad esempio furti nelle borse lasciate nei divani o di collanine: episodi diventati sempre più frequenti a livello nazionale proprio in relazione all’uso delle bombolette spray, usate dai ladri come arma di distrazione di massa all’interno dei locali, seminando il panico fra i frequentatori delle discoteche con l’obiettivo di creare in questo modo le condizioni ideali per mettere a segno il colpo.

È proprio per evitare situazioni del genere che, a livello provinciale, è attualmente in fase di valutazione da parte della Prefettura un protocollo locale, da calare su misura nel contesto dei locali notturni reggiani: un documento che prenderebbe origine da linee guida nazionali, emanate nel giugno 2016 dal ministero dell’Interno in collaborazione con le organizzazione di categoria. Norme che a loro volta sono ideate sulla base di un patto locale siglato a Ferrara, dall’allora questore ferrarese, Antonio Sbordone, oggi alla guida della Questura di via Dante.

Fra le indicazioni contenute nel documento ferrarese, che ha una durata di tre anni, sono previste l’installazione di videosorveglianza all’interno dei locali, segnalazioni tempestive alle forze di polizia da parte di un referente della sicurezza del locale, la partecipazione a corsi di formazione di primo intervento sanitario da parte di almeno un dipendente del locale da ballo, oltre alla convocazione periodica di tavoli tecnici in Prefettura per fare il punto della situazione e la definizione di strategie per individuare e inibire l’organizzazione abusiva o illegale di serate di intrattenimento o spettacoli non autorizzati.

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