Furti in bar e circoli ma la giustizia-lumaca “salva” tre imputati
REGGIO EMILIA. Alla fine affronterà un processo solo il “re” dei ladri, come da tempo è battezzato il marocchino 30enne Abdellah Addala, residente a Cavriago. L’antefatto è costituito da 14 furti – tra giugno e settembre 2008 – e in quel periodo erano scattate le iscrizioni nel registro degli indagati. Ma poi ci ha messo lo zampino la giustizia-lumaca, fino al punto che è scattata la “scure” della prescrizione.
TRE “GRAZIATI”
La citazione a giudizio infatti è arrivata solo nel 2014, addirittura sei anni dopo. Le accuse di furto aggravato in concorso riguardano tre imputati: Daniel Bordes, 31 anni, che poco prima di Natale era stato arrestato avendo seminato il panico in auto nella zona del Buco del Signore dove rischiò di investire diversi pedoni (aveva anche a suo carico l'accusa di ricettazione caduta anch'essa); Christian Pellacani, 32 anni, deceduto nel frattempo ; Harmane Muntasser, 30 anni. I primi due difesi dal legale Ernesto D’Andrea e il terzo assistito dall’avvocato Rosanna Beifiori) hanno raggiunto la prescrizione dopo 10 anni e 7 mesi.
FASCICOLO EREDITATO
Ieri mattina, nell'ennesima udienza di questa infinita storia, il giudice Silvia Semprini (che ha ereditato il fascicolo da un altro collega) ha così deciso di non ascoltare nemmeno un testimone previsto in calendario. Per poi rinviare al 17 dicembre la prossima udienza dove saranno fissate le date di altre testimonianze.
A processo resta però Addala, difeso pure lui dall’avvocato Beifiori.
Nel suo caso la prescrizione scatterebbe nel 2023, quindi dopo 15 anni, perché pende la recidiva specifica visti i numerosi precedenti. Relativamente al “re dei furti”, nel luglio scorso è scattata l’ennesima condanna per una serie di raid a San Polo: spaccate con un tombino tentate e riuscite ai danni di negozi, con l’aggravante di aver usato violenza sulle cose e di aver agito travisati
VITTIME BEFFATE
«Sono ovviamente soddisfatto per i miei clienti e professionalmente – dichiara l'avvocato D'Andrea – Ma candidamente dico che queste lungaggini dei processi penali devono essere accorciate perché altrimenti le vittime non otterranno mai giustizia».
Sono ben 16 le parti offese per i tanti furti subìti, alcuni anche ingenti, in bar, circoli e tabaccherie di città e provincia. —
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