Operai della Ita sul piede di guerra Oggi il presidio in sede a Fiorano
Dopo lo stop alla produzione deciso dall’azienda i primi di febbraio mancano ancora risposte sul futuro dei 23 operai
casalgrande. La Filctem Cgil di Reggio Emilia lancia l’allarme sul futuro dei 23 dipendenti dello stabilimento di Salvaterra della Ita Ceramiche: «Mancano ancora risposte certe».
Per questo oggi il sindacato ha organizzato un presidio dei lavoratori davanti la sede dell’azienda a Fiorano Modenese.
«A seguito della decisione della direzione aziendale di Ita Ceramiche – scrive in una nota Filctem Cgil – di fermare la produzione dello stabilimento di Salvaterra, con trasferimento dei macchinari presso lo stabilimento di Fiorano Modenese, di licenziare i dipendenti, nonostante siano presenti lavoratori con contratto di somministrazione, nonché di mandare in trasferta quindici persone, ad oggi l’azienda non ha ancora dato alcuna risposta concreta in merito alle richieste avanzate dalla Rsu e dalla Filctem Cgil».
Proprio per avviare una fase di trattative – che però evidentemente non è decollata – lo scorso 11 febbraio si era svolto un incontro aziendale al quale aveva partecipato anche il sindaco Alberto Vaccari.
«La direzione di Ita Ceramiche – proseguono i sindacati – è rimasta sulle proprie posizioni: non ha revocato i provvedimenti disciplinari comminati e non ha fatto chiarezza su quali investimenti intenda fare per garantire la ripartenza delle attività lavorative di Salvaterra con l’obiettivo di dare continuità occupazionale ai ventitré lavoratori in forza».
«Preso atto del silenzio della direzione aziendale – aggiungono la Filctem Cgil e Rsu – e della non volontà di ricercare soluzioni condivise per dare un futuro allo stabilimento di Salvaterra e salvaguardare l’occupazione, su mandato dei lavoratori abbiamo organizzato un’assemblea sindacale che si terrà oggi, dalle 11 alle 13, con presidio davanti ai cancelli di Ita Ceramiche, stabilimento di Fiorano Modenese, come prima iniziativa per sbloccare la situazione rispetto all’atteggiamento assunto finora dall’azienda».
La notizia dell’intenzione dell’azienda di fermare la produzione nello stabilimenti di Salvaterra è stata comunicata ai lavoratori lo scorso 8 febbraio: un fulmine a ciel sereno. Con una decisione unilaterale, senza alcun confronto con le rappresentanze dei lavoratori e dei sindacati, è stata presa la decisione di fermare la produzione senza utilizzare nessun ammortizzatore sociale. —
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