Gazzetta di Reggio

Reggio

le indagini  

Escalation dei clan pakistani La rete porta fino alla Bassa

E.L.T.

Quella di ieri è l’ennesima operazione antidroga che vede al centro  organizzazioni pakistane attive a Reggio e provincia

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REGGIO EMILIA. Sette mesi di intercettazioni e la ricostruzione di reati singoli compresi poi in uno schema unico, hanno portato all’esecuzione delle 31 misure cautelari dell’operazione antidroga “Lot Bis”, finita in mano alla Guardia di Finanza di Bologna ma che ha il suo epicentro a Reggio Emilia. Delle 31 misure cautelari, 22 sono state eseguite in carcere mentre 9 sono obblighi di dimora. Solo su Reggio Emilia sono 9 le misure in carcere e 3 gli obblighi di dimora. Ma da via Turri a Reggio – dove abitano due dei tre fratelli considerati a capo dell’associazione dedita alla traffico di eroina proveniente dall’estero – la rete degli spacciatori si allungava fino alla Bassa reggiana. Su Reggio città sono state eseguite infatti 4 misure cautelari mentre altre 2 sono state eseguite a Guastalla, una a Boretto e due a Luzzara. I sequestri – eroina, soldi e soprattutto attività commerciali utilizzate per reimpiegare i proventi dello spaccio – sono stati messi a segno tra Reggio Emilia e Bologna. Il blitz delle Fiamme gialle segna un ulteriore dettaglio legato ai clan di origine pakistana, sempre più egemoni nel rifornimento di eroina di alta qualità, e che proprio a Reggio hanno trovato la dimora delle loro attività lecite dietro le quali si nascondeva però un traffico di droga. Oltre ai destinatari dell’ordinanza, sono stati arrestati nel corso dell’operazione anche 17 corrieri presi in flagranza e droga è stata sequestrata negli scali di Roma Fiumicino, Milano Malpensa, Firenze Peretola, Pisa Galileo-Galilei, Napoli Capodichino e Vienna, ingenti quantitativi di eroina destinati principalmente alla piazza emiliana. L’escalation dei trafficanti pakistani presenti a Reggio è testimoniata anche dall’operazione messa a segno un mese fa dalla Squadra Mobile di Reggio dopo la scoperta a Malpensa di eroina pressata e ridotta ad una pellicola, che veniva incollata all’interno delle valigie, in modo che al tatto sembrasse la consueta imbottitura.

Un maxi traffico di droga che dal fermo del corriere ha portato all’arresto della “mente” delle spedizioni via aereo, che faceva base a Reggio e riforniva la Bassa reggiana. Tutto parte dall’indagine durata mesi della Mobile, che aveva sequestrato un carico di 18 chili e mezzo di eroina. —

E.L.T.

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