Patteggia ed è già fuori il ladro colto sul fatto nella scuola Malaguzzi
REGGIO EMILIA. È un richiedente asilo e senza fissa dimora, visto che dorme tra i capannoni abbandonati delle ex Reggiane, ma grazie al pentimento professato in aula e alla concessione delle attenuanti generiche è già libero – con l’obbligo di firma due volte al giorno – il ladro sorpreso in flagrante mentre stava rubando nella scuola d’infanzia del Centro Loris Malaguzzi. Toure Buba, gambiano di 18 anni (non ne ha ancora compiuti 19), ha patteggiato due anni e 4 mesi per i reati di rapina aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale (il danneggiamento e il porto abusivo d’arma impropria, per la roncola da 40 centimetri che aveva nello zaino, non gli sono stati contestati).
IL COLPO
L’accaduto risale a lunedì scorso alle 21, quando allo scattare dell’allarme della scuola una pattuglia della polizia municipale, già in zona, ha pizzicato il ladro ancora all’interno dell’edificio. I due agenti della municipale, cui si è aggiunto un poliziotto fuori servizio della Questura che passava in bicicletta, hanno atteso fuori il malvivente; quest’ultimo, sorpreso con la refurtiva – sei computer portatili, due cellulari, una macchina fotografica, una cornice digitale per foto e altro materiale tecnologico per l’attività didattica dei bambini – per assicurarsi la fuga non ha esitato ad aggredire i tre agenti, finiti all’ospedale per contusioni rimediate nella violenta colluttazione, prima di riuscire ad immobilizzarlo.
IN TRIBUNALE
Ieri in tribunale durante la direttissima il 18enne ha risposto alle domande, ammettendo la sua responsabilità e dicendosi pentito dell’accaduto. Il giovane ha spiegato di essere un richiedente asilo con un permesso di soggiorno momentaneo di due anni, senza legami tranne una fidanzata italiana; nonostante abbia conseguito la licenza media in Italia, ha dichiarato di non riuscire a trovare lavoro, di vivere un momento difficile di difficoltà economica e di essersi lasciato prendere dallo sconforto. Il giovane ha anche aggiunto di essere un cantante: uno dei computer sequestrati, ha spiegato, è di sua proprietà e lo utilizza per fare musica.
Il giudice monocratico Silvia Guareschi ha convalidato l’arresto, disponendo l’obbligo di presentazione quotidiana alle autorità. A questo punto si è proseguito con la direttissima. Il pm onorario ha concordato con l’avvocato difensore Matteo Marchesini un patteggiamento; partendo da una pena base di 4 anni, la pena è stata di 2 anni e 4 mesi, non sospesa. In attesa che la sentenza diventi definitiva, il 18enne è libero. —
Ambra Prati
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