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Oggi IL secondo dibattito ALL’HOTEL POSTA 

Reggia di Rivalta ancora alla ribalta Scavi mezzo metro e trovi la torre

Nicola Cassone
Reggia di Rivalta ancora alla ribalta Scavi mezzo metro e trovi la torre

Dopo il progetto dei giardini tocca al restauro degli edifici. E alla ricerca di quelli che non ci sono più

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L’archeologo che ha condotto le indagini con il georadar sulle fondazioni della demolita reggia di Rivalta firma questa anticipazione della sua conferenza di oggi. Cassone parlerà alle 18.30 all’hotel Posta nell’ambito de dibattito promosso dal Rotary Reggio Emilia Val d’Enza.

Nicola Cassone

In occasione delle attività di studio preliminari al progetto di recupero della residenza ducale di Rivalta, il Rotary Club di Reggio Emilia ha promosso e finanziato alcune attività di indagine del sottosuolo nell’area del palazzo di Rivalta tramite l’utilizzo di georadar. L’area interessata dalle indagini è quella corrispondente al corpo di fabbrica orientale del palazzo, la cosiddetta “ala nobile”, oggi scomparsa in seguito alle note demolizioni di parte dell’edificio avvenute nei primi anni dell’800. Lo scopo è stato quello di appurare l’esistenza o meno nel sottosuolo delle strutture di fondazione del corpo di fabbrica demolito e, in caso positivo, di comprendere l’andamento planimetrico di tali strutture, anche in rapporto alle planimetrie ed alle vedute storiche che raffigurano il palazzo nel XVIII secolo. Il metodo di indagine georadar è in grado di rilevare le discontinuità presenti nel sottosuolo, sfruttando il fenomeno della riflessione delle onde elettromagnetiche. Consente di rilevare oggetti e strutture fino a una profondità massima di alcuni metri. Gli esiti dell’indagine sono stati confortanti: l’elaborazione grafica delle interferenze riscontrate dal georadar nel sottosuolo ha evidenziato la presenza, a circa 50 cm. dalla superficie dell’arativo, di imponenti strutture murarie che disegnano una pianta regolare, perfettamente sovrapponibile con le planimetrie storiche del palazzo di Rivalta realizzate nel XVIII secolo, come quella del Marchelli e quella del Borghi, quest’ultima conservata a Parigi e riscoperta nella Biblioteca Mazzarino da Walter Baricchi. In particolare sono state rilevate con estrema precisione quattro consistenti anomalie che sembrano corrispondere alle catene angolari di una struttura in elevato a pianta quadrangolare; la posizione centrale di queste anomalie rispetto all’ala nobile del palazzo consente di ricondurle alle strutture di fondazione del “torrione” centrale, o “colombarone”, un torrione realizzato nel XV secolo e che fu inglobato nelle strutture del palazzo settecentesco. Si è anche riscontrata un’anomalia “negativa”, corrispondente cioè ad un condotto sotterraneo cavo, che attraversa diagonalmente l’area indagata. Tale struttura corrisponde ad una canalizzazione sotterranea che compare nella planimetria del palazzo realizzata dal Borghi. —

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