Gazzetta di Reggio

Reggio

ARRESTATO DAI CARABINIERI 

Spacciava cocaina in stazione tradito dai messaggi WhatsApp

Am.P.

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REGGIO EMILIA. Spacciava cocaina in zona stazione e gli ordini – con un linguaggio in codice – arrivavano via WhatsApp. A tradire lo spacciatore di turno – l’ennesimo pizzicato in piazzale Marconi e dintorni, una piazza di spaccio talmente rinomata da finire sulla televisione nazionale grazie ai servizi di “Striscia La Notizia”, il tg satirico di Canale 5 – stavolta è stato il messaggio di un cliente impaziente che, evidentemente stanco di attendere, minacciava il fornitore di comprare da un altro se non fosse arrivato subito. Con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti i carabinieri del Nucleo Operativo del comando di Reggio Emilia hanno fatto scattare le manette ai polsi di Tassine Dakire, nordafricano di 28 anni, senza fissa dimora.

L’operazione antidroga dei militari risale a martedì alle 10 quando i carabinieri, in abiti civili e con un’auto civetta, hanno allestito uno specifico servizio di appostamento in zona stazione. Non c’è voluto molto tempo affinché nella rete gettata dall’Arma finisse il “pesce”. Ben presto l’attenzione dei militari è stata attirata da un ragazzo che si trovava nel piazzale antistante la stazione, all’altezza dell’intersezione con viale IV Novembre, facendo avanti e indietro con fare sospetto e controllando di continuo il cellulare. L’uomo, fermato dai militari, è risultato senza documenti; alle domande che gli sono state poste ha risposto in maniera agitata dicendo che si trovava nella nostra città per puro caso.

Il 28enne è stato identificato e sottoposto a una perquisizione personale, durante la quale sono saltati fuori 11 grammi di cocaina, nascosti nella tasca destra della giacca, insieme a 25 euro e un costoso iPhone. Esaminando l’iPhone, e soprattutto le conservazioni recenti che erano intercorse tra il giovane e numerose altre persone tramite l’applicazione di messaggistica gratuita, i militari hanno avuto conferma dell’attività di spaccio: gli acquirenti usavano un linguaggio criptico, ma riconducibile senza dubbio a numerose trattative e appuntamenti per la cessione di dosi i cocaina. Il 28enne è stato condotto in caserma e da lì al carcere della Pulce, per poi comparire in tribunale – con tutta probabilità domani – per rispondere del accuse a lui contestate. —

Am.P.

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