Viaggio in bianco e nero nella storia delle donne con i “clic” della Panizzi
Un tuffo nel passato grazie all’Archivio della biblioteca ricco di tesori preziosi Dal lavoro nei campi a quello nelle fabbriche, dai ritratti dell’800 alle mimose
L’Archivio della Fototeca Panizzi è ricco di tesori preziosi. Racconta la Reggio di una volta. La vita dei suoi abitanti. La vita di una città e di una provincia che si è trasformata moltissimo negli anni. Abbiamo sfogliato il ricco catalogo che contiene circa 60mila scatti, appartenenti a fondi diversi, databili a partire dal 1850 a oggi. E, per la Festa della Donna, abbiamo scovato diverse immagini che dimostrano, pur in piccola scala, quanto sono cambiati il ruolo e l’immagine della donna nella società italiana e reggiana in particolare.
I ritratti
Emerge il prezioso regalo che ci offre la fotografia: ci permette di fare un tuffo nel passato, di ammirare la bellezza di ritratti in bianco e nero, di osservare momenti di vita quotidiana e di vita famigliare, di lavoro nei campi, di manifestazioni di piazza, di emancipazione. La fotografia, e dunque la Fototeca, sono uno scrigno che conserva e racconta storie, personaggi e curiosità.
L’EXCURSUS
Così per l’8 marzo abbiamo aperto, in modo figurato, l’album delle famiglie reggiane per fare insieme a voi un viaggio nella storia e nella vita delle donne. Senza la pretesa di fare un excursus dettagliato ma regalandovi queste splendide immagini. Un modo come un altro per dire: buona festa della donna a tutte le donne, di ieri e di oggi.
L’OTTOCENTo
Ecco che si parte con le foto più datate. Si scoprono tantissimi ritratti di donne in posa che, nell’Ottocento, scelsero per la prima volta di andare dal fotografo invece che da un pittore. Anche se i primi ritratti si ispiravano lo stesso all’iconografia pittorica, sia per quel che riguarda la composizione d’insieme dello scatto, sia per i toni e le pose delle donne e ragazze immortalate. Sono immagini che conservano il fascino di un’epoca ormai perduta, che raccontano speranze, mode, che fanno un po’ sognare. Immancabili poi i ritratti di famiglia, ad esempio con il capo famiglia, oppure solo con le proprie figlie, con la nonna, o sia con il marito che con i figli.
Il lavoro
Il cambiamento del ruolo della donna si scorge poi pian piano che si procede nella ricerca. Se si digita la parola “lavoro femminile”, ecco che compaiono immagini di lavoro nei campi, sarte, operaie e non solo. Donne che via via diventano sempre più emancipate e indipendenti. Si passa dalle scolaresche interamente femminili alle immagini di bambine piccolissime che partecipano a concorsi di bellezza nel 1939.
Si va dal periodo della guerra in cui le donne rimangono a casa in attesa del ritorno dei mariti e dei figli agli anni Cinquanta quando si inizia a manifestare per la parità di genere. Così ci sono le iniziative dell’Udi (Unione Donne Italiane di Reggio Emilia) che protestano per avere i servizi all’infanzia, quindi per essere mamme, mogli e lavoratrici. Per avere uguali diritti. Così si scorrono vari scatti di striscioni, di donne con bandiere in cui si grida “giustizia”. Poi ci sono le ragazze con le mimose in mano, per l’otto marzo.
Donne ai vertici
Non poteva mancare uno spazio dedicato alle donne reggiane che hanno fatto la storia. Una su tutte Nilde Iotti. Infatti la Fototeca della Panizzi ha acquisito il Fondo Nilde Iotti dalla figlia, Marisa Malagoli Togliatti, che ha donato le fotografie della madre in veste ufficiale. Ci sono tantissimi scatti che ritraggono la prima donna nella storia dell'Italia repubblicana a ricoprire una delle tre massime cariche dello Stato. Uno scatto molto bello la ritrae il giorno dell’ insediamento alla Camera dei Deputati. Ma la storia delle donne reggiane non finisce qui. —
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