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elezioni e polemiche 

Centrodestra nella tempesta spaccature e siluramenti

Adriano Arati
Centrodestra nella tempesta spaccature e siluramenti

Il candidato di Casalgrande, il leghista Rinaldi, abbandonato da Forza Italia A Scandiano, dopo la bocciatura di Catti, manca ancora il nome del sostituto

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I giorni del caos. È un periodo di turbolenze, e di amarezze per una possibile, ghiotta occasione, pronta a sfuggire di mano, per le varie forze del centrodestra del comprensorio ceramico.

Gli epicentri del terremoto sono due: Scandiano e Casalgrande, due Comuni dove a maggio si tornerà a votare per eleggere il nuovo sindaco. Due paesi in cui è prevista la possibilità del ballottaggio, se nessun candidato raggiunge almeno il 50% delle preferenze al primo turno. Un’opzione che – seguendo l’onda nazionale – poteva quantomeno dare qualche speranza al centrodestra in aree da sempre dominate dal centrosinistra.

tensioni

Ma questi mesi hanno portato principalmente tensioni interne e caos, e ad oggi la spaccatura fra Lega e Forza Italia, principali partiti su piazza, è particolarmente forte. In più, polemiche e frizioni hanno già fatto saltare una candidatura unitaria a Scandiano e minacciano la compattezza di quella casalgrandese. Elena Diacci, principale riferimento di Forza Italia in zona, ha fatto un passo indietro, almeno per il momento, e i rapporti con il coordinamento provinciale del suo partito non sono al massimo. Peggiore ancora la situazione con il referente della Lega Nord Davide Beltrami, attaccato anche da ex esponenti locali come Luigi Angelicola. Il giovane vianese, uscito dalla Lega da un anno, da tempo continua a polemizzare contro i vertici reggiani del suo ex partito. Un bel guazzabuglio, che ha spinto anche nomi storici, spendibili sia come civici che come esponenti di bandiera, a fare passi indietro o quantomeno a valutare con attenzione un’eventuale possibilità di candidarsi. Il timore di rimanere invischiati nelle liti è molto alto.

ESCLUSA FORZA NUOVA

A Casalgrande, il candidato della Lega, l’arcetano Villiam Rinaldi è reduce da polemiche seguite ai suoi post pro-Mussolini su Facebook, dove ha anche inneggiato a pene pesanti per i giudici e avvocati. In alcune occasioni ha ribadito di avere l’appoggio di Lega e Fratelli d’Italia; l’omissione di Forza Italia non appare casuale e apre spazio a ipotesi di nuove spaccature. Inoltre, alcuni esponenti di Forza Nuova, in un primo momento inseriti in lista, sono stati estromessi, nonostante le garanzie iniziali.

L’AFFONDO

Rinaldi comunque non si arrende e attacca il concorrente Pd, il sindaco in carica Alberto Vaccari, dopo l’addio alla maggioranza di due consiglieri. «Tutti chiari segni di un malcontento legato alla guida di Alberto Vaccari – sostiene Rinaldi – che in questi anni non ha lasciato un buon segno né tra gli elettori di Lega e Centrodestra, né tra gli elettori storicamente di sinistra; un malumore che non viene imbrigliato neanche dall’ex sindaco Andrea Rossi, che cerca invano di tenere unito ciò che Vaccari ha separato per sempre».

Aria di tempesta meno forte, ma ugualmente grande foschia a Scandiano. La Lega in un primo momento aveva indicato come candidato l’imprenditore Fabio Catti, sostenuto anche da una lista civica, prima di silurarlo in una settimana stranissima, con comunicati e contro-comunicati assortiti. Il nodo del contendere, almeno ufficialmente? La presenza di esponenti di altri partiti di centrodestra nella lista leghista. Catti non ha più l’appoggio del Carroccio e potrebbe comunque correre in solitaria, mentre la Lega, assieme a Forza Italia e Fratelli d’Italia, ha annunciato l’arrivo di un candidato politico. Per ora, però, nessun nome è uscito. —



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