Eroina, traffici in Emilia oggi otto interrogatori nel carcere della Pulce
REGGIO EMILIA. Dopo i clamori all’alba di mercoledì dell’operazione antidroga «Lot Bis» – 31 misure cautelari, fra 22 custodie in carcere e 9 obblighi di dimora – questa mattina si tengono in carcere alla Pulce i primi interrogatori di garanzia.
In prima battuta comparirà davanti al gip Giovanni Ghini chi viene considerato dagli investigatori a capo dell’organizzazione, capace cioè di far entrare in Italia decine di chili di eroina dal Pakistan.
Accuse che riguardano tre fratelli che vivono nel Reggiano: il 46enne Ghulam Abbas (alias Foggy, vive a Guastalla ed è difeso dal legale Vera Sala), il 43enne Ahmed Ijaz (residente in via dell’Abate, in città, assistito dall’avvocato bolognese Mariagrazia Petrelli ) e il 35enne Munir Nadeem (residente a Reggio Emilia in via Turri, tutelato dall’avvocato Alessio Fontanesi).
Saranno interrogati anche Muzamil Abbas (23 anni, figlio di Foggy, assistito dall'avvocato Paolo Bertozzi), Mehmood Sultan, 34 anni, di Luzzara (difeso dall'avvocato Giada Di Stasio di Mantova), Hussain Babar, 43 anni, di Boretto (assistito dall'avvocato Marco Fornaciari), Jagjit Singh, 40 anni, di Luzzara, tutelato dall'avvocato Giampaolo Cazzola di Verona e Iqbal Mohammad Khan, difeso dall'avvocato Michele Binelli di Mantova. Otto interrogatori che, vista la mole dell’ordinanza ispiratrice del blitz (con epicentro a Reggio Emilia e dirmazioni nella Bassa) della Guardia di finanza di Bologna, dovrebbero in gran parte rifugiarsi nella facoltà di non rispondere, per tornare all’attacco successivamente davanti al Riesame di Bologna contro le misure restrittive applicate. —
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