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La crisi Ita Ceramiche approda in Regione Interrogazione di Torri

Adr.Ar.

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CASALGRANDE. Approda in Regione la crisi dello stabilimento di Salvaterra di Ita Ceramiche, chiuso da diverse settimane. L’impianto dava lavoro a 23 persone: alcune sono state licenziate o sospese, le altre trasferite alla sede centrale di Fiorano, dove mercoledì hanno organizzato un presidio assieme alla Cgil. Gli impianti produttivi presenti a Salvaterra sono stati nel frattempo smontati e portati a Fiorano Modenese, dove la linea è tornata attiva.

I sindacati hanno annunciato l’intenzione di chiedere un tavolo tecnico regionale, visto che il problema coinvolge due province e che la situazione globale dell’azienda non lascia tranquilli, senza nuovi investimenti all’orizzonte. A Fiorano, poi, le maestranze prima impiegate a Salvaterra sono a contratto sino a fine 2019, senza altre certezze, e in organico vi sono molti altri lavoratori interinali in situazione di precarietà.

Il consigliere regionale reggiano Yuri Torri, di Sinistra Italiana, ha presentato un’interrogazione alla giunta, dove si chiede di favorire il dialogo fra le parti, nonostante le distanze per ora lontane.

«La società, è rimasta sulle proprie posizioni, non ha revocato i provvedimenti disciplinari e non ha fatto chiarezza sulle azioni da portare avanti per garantire la ripartenza delle attività lavorative dello stabilimento – scrive Torri –. Il tutto dopo aver comunicato l’intenzione di fermare la produzione nello stabilimento di Salvaterra, con una decisione unilaterale e senza la volontà di utilizzare alcun ammortizzatore sociale». Dopo le prime comunicazioni ufficiali di febbraio, non sono arrivate altre informazioni ufficiali, e la preoccupazione cresce: «Dopo l’incontro aziendale dell’11 febbraio scorso non sono arrivate risposte certe da parte della direzione. La società è rimasta sulle proprie posizioni», rimarca Torri. In attesa di possibili azioni della Regione e della dirigenza, sindacati e lavoratori sono pronti a nuove azioni pubbliche di protesta per ottenere almeno la cancellazione delle sospensioni e qualche certezza sui prossimi mesi. —

Adr.Ar.

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